Un drone che sta nello zaino non è più fantascienza. L’Esercito degli Stati Uniti ha assegnato un nuovo contratto a Mistral Inc. per dotare i propri soldati del sistema THOR Group 2, un velivolo senza pilota a decollo verticale abbastanza compatto da essere trasportato direttamente sul campo, nello zaino di chi lo dovrà utilizzare. Il concetto è semplice quanto ambizioso: portare capacità aeree avanzate il più vicino possibile al soldato, eliminando passaggi burocratici e tempi morti che in un contesto operativo possono fare la differenza tra successo e fallimento.
Quello che rende THOR davvero interessante, però, non sono solo le dimensioni contenute. A differenza dei modelli precedenti, che richiedevano piloti esperti e un addestramento lungo e impegnativo, questo sistema è progettato per gestire in autonomia le fasi più critiche del volo, come il decollo e l’atterraggio. Significa che i militari sul campo possono concentrarsi su quello che accade intorno a loro, senza dover restare incollati ai comandi del mezzo. E c’è di più: un piccolo team può coordinare più droni contemporaneamente, moltiplicando di fatto gli occhi in cielo senza la necessità di schierare altro personale. Fino a oggi, le compagnie dell’esercito dovevano spesso aspettare il via libera o il supporto dei comandi superiori per ottenere immagini aeree o assistenza logistica. Con l’arrivo di THOR questa catena gerarchica viene notevolmente snellita.
Quanto pesa e cosa può fare davvero il drone THOR
Il sistema completo, con tutti i suoi componenti, arriva a pesare tra i 9 e i 25 chilogrammi circa. Numeri che nel mondo civile farebbero alzare qualche sopracciglio, ma nel segmento militare THOR viene considerato un dispositivo di dimensioni ridotte. Il drone opera con efficacia sotto i 1000 metri circa di altitudine, garantendo una copertura tattica costante e rapida. Ma la vera forza di questo sistema sta nella sua versatilità.
THOR presenta un design modulare che consente di cambiare rapidamente il carico utile in base alle necessità del momento. Si passa dalla semplice ricognizione alla funzione di ponte radio, fino al trasporto di piccoli rifornimenti urgenti. Questa flessibilità lo rende uno strumento che va ben oltre la classica sorveglianza aerea, trasformandolo in una piattaforma multiruolo a disposizione diretta delle truppe a terra.
Chi c’è dietro la tecnologia di THOR e cosa si muove nel settore
La tecnologia alla base del drone THOR è stata sviluppata da FUSE, una controllata di Elbit Systems. La sua implementazione sul territorio statunitense è il risultato di una collaborazione che coinvolge anche Mistral e Avandra, quest’ultima impegnata nel supporto logistico e nell’addestramento del personale. Un ecosistema industriale articolato, che riflette la complessità crescente di questi programmi militari.
E mentre gli Stati Uniti accelerano su sistemi come THOR Group 2, dall’altra parte del mondo si lavora anche sulle contromisure. L’azienda cinese Novasky Technology ha presentato il sistema NI-L3K, una torretta laser da 3 kilowatt pensata per essere installata agilmente sul cassone di un comune pickup. Un approccio completamente diverso, orientato alla difesa contro i droni piuttosto che al loro impiego offensivo o ricognitivo, ma che racconta quanto la corsa tecnologica in questo settore stia coinvolgendo attori su scala globale.
