Il tasto TAB ha una storia alle spalle molto più movimentata di quanto chiunque potrebbe immaginare. Quella che oggi sembra la cosa più naturale del mondo, premere TAB per saltare da un campo all’altro in una finestra, fu al centro di uno scontro memorabile tra Microsoft e IBM durante lo sviluppo congiunto di OS/2. A raccontarlo è Raymond Chen, storico sviluppatore Microsoft e autore del blog The Old New Thing, che ha ricostruito un episodio capace di rivelare le profonde differenze culturali tra due colossi dell’informatica.
Il contesto era quello della fine degli anni ’80 e dei primi anni ’90. Microsoft e IBM avevano stretto una partnership attorno a OS/2, il sistema operativo pensato per succedere al DOS. IBM dominava il mondo enterprise e l’hardware professionale, mentre Microsoft stava costruendo la propria identità puntando sulla rapidità di sviluppo e sulla diffusione di massa. In quegli anni l’interfaccia grafica non era ancora standardizzata come la conosciamo oggi: persino il comportamento di un singolo tasto poteva scatenare discussioni tecniche, ergonomiche e gerarchiche.
Il tasto TAB, nei terminali testuali e nei sistemi CP/M e DOS, era già spesso associato al passaggio rapido tra colonne e campi di input. Windows aveva ulteriormente consolidato questa convenzione attraverso le API di gestione delle finestre di dialogo. Ma quando un ingegnere Microsoft, assegnato agli uffici IBM di Boca Raton in Florida, scelse di usare il TAB per la navigazione tra i campi, i tecnici IBM contestarono immediatamente la decisione. E pretesero che la questione venisse portata ai livelli superiori dell’organizzazione Microsoft.
Quando un vicepresidente IBM si oppose al tasto TAB
La risposta del manager Microsoft fu piuttosto diretta: l’ingegnere si trovava lì proprio per prendere decisioni operative senza dover coinvolgere continuamente Redmond. Microsoft delegava molta autonomia ai team tecnici sul campo. IBM, al contrario, seguiva una struttura molto più verticale, con escalation formali che attraversavano diversi livelli dirigenziali.
La situazione degenerò in fretta. IBM dichiarò che un proprio vicepresidente aziendale era contrario all’uso del tasto TAB e pretendeva una conferma equivalente da parte di Microsoft. Ed è qui che nacque una delle battute più famose della storia interna dell’azienda di Redmond: “la mamma di Bill Gates non è interessata al tasto TAB”. Il senso era chiarissimo. Gates non avrebbe perso tempo su una decisione tecnica del genere, perché Microsoft delegava quel tipo di scelta direttamente agli sviluppatori e ai responsabili sul campo. Secondo Chen, la discussione terminò lì. E il tasto TAB rimase il metodo standard di navigazione.
L’episodio racconta molto più della semplice scelta di un tasto. IBM proveniva da decenni di cultura corporate strutturata, con processi decisionali gerarchici e documentazione formale estremamente dettagliata. Microsoft, pur crescendo rapidamente, manteneva ancora una mentalità quasi da laboratorio: meno livelli intermedi, iterazioni rapide, forte autonomia tecnica. Gli sviluppatori Microsoft consideravano IBM lenta e burocratica. IBM vedeva Microsoft come un gruppo di programmatori poco disciplinati. Entrambe le visioni avevano una parte di verità.
Un’eredità tecnica ancora visibile oggi
Il comportamento del tasto TAB nelle interfacce grafiche rappresentava già a cavallo tra anni ’80 e ’90 un elemento chiave per accessibilità e produttività. Nelle applicazioni Win16 prima e Win32 poi, la funzione IsDialogMessage intercettava gli eventi da tastiera e trasformava il TAB in un comando di navigazione. Ogni pressione avanzava al controllo successivo, mentre MAIUSC+TAB eseguiva il percorso inverso. Anche oggi, nelle finestre di Windows 11, il comportamento è esattamente lo stesso.
Quella flessibilità decisionale contribuì in modo importante all’evoluzione di Windows. L’interfaccia grafica Microsoft riuscì a standardizzare comportamenti che oggi consideriamo naturali: TAB per la navigazione, ALT+F4 per chiudere le finestre, CTRL+C e CTRL+V per copia e incolla. IBM, al contrario, faticava ad adattarsi ai ritmi del software consumer: la struttura organizzativa funzionava bene nel mondo dei grandi sistemi enterprise, ma risultava più lenta nel mercato PC che stava accelerando vorticosamente.
Molti principi decisi in quel periodo sono ancora presenti nei sistemi moderni. Framework come WinUI 3, WPF e parte delle librerie .NET mantengono concetti ereditati dalla gestione storica delle finestre di dialogo. Nel mondo Web, HTML definisce esplicitamente l’attributo tabindex per controllare l’ordine di navigazione tramite tastiera, e le linee guida WCAG del W3C considerano la navigazione via TAB un requisito fondamentale per l’accessibilità digitale.
OS/2 avrebbe dovuto diventare il sistema operativo dominante della nuova generazione di PC, ma la collaborazione si incrinò progressivamente. Microsoft iniziò a concentrarsi su Windows 3.x e poi su Windows NT, mentre IBM proseguì autonomamente con OS/2 Warp. La scelta contestata da IBM è però sopravvissuta praticamente ovunque: oggi il tasto TAB rappresenta uno dei pilastri della navigazione nelle interfacce desktop, nelle applicazioni Web e persino nelle interfacce mobili con tastiera fisica.
