Il prezzo di Nintendo Switch 2 è davvero troppo basso? Sembra una domanda paradossale, eppure è esattamente quello che si stanno chiedendo gli investitori, e la pressione sulla casa di Kyoto sta diventando piuttosto concreta. Secondo un’analisi riportata da fonti finanziarie autorevoli, il titolo Nintendo in borsa ha perso circa il 50% rispetto ai massimi di settembre 2025, passando da quasi 14.400 yen a 7.400 yen per azione. Un crollo che stride parecchio con lo stato di salute della console, che continua a vendere bene e ha persino registrato hit inaspettate come Pokémon Pokopia, mentre al cinema Super Mario Galaxy: Il Film ha ottenuto un ottimo riscontro da parte dei fan.
E allora, perché questo scollamento tra le vendite e l’andamento in borsa? Il nodo, secondo diversi analisti del settore, starebbe proprio nel fatto che Switch 2 viene venduta in perdita a causa della crisi economica attuale. Un dettaglio che per qualsiasi altro produttore di console potrebbe sembrare ordinaria amministrazione, ma che per Nintendo rappresenta un’anomalia vera e propria. A differenza di concorrenti come Sony e Microsoft, che possono permettersi di vendere hardware sottocosto contando su altre divisioni aziendali per compensare, Nintendo non ha quella rete di sicurezza. Il mercato sembra punire questa situazione in modo abbastanza netto, con una sfiducia degli investitori che si traduce in un titolo costantemente al ribasso.
Analisti divisi: aumentare o resistere?
Sul da farsi, però, non c’è affatto unanimità. Tra le voci più pessimiste spicca quella di Hideki Yasuda di Toyo Research Advice, convinto che il calo in borsa continuerà finché Nintendo non interverrà sul prezzo di Switch 2. Secondo Yasuda, un possibile annuncio potrebbe arrivare già venerdì, in occasione della comunicazione degli ultimi risultati finanziari, quando ci si aspetta che il presidente Furukawa affronti direttamente la questione e magari sveli la nuova strategia.
Dall’altra parte della barricata c’è il noto Michael Pachter di Wedbush Securities, che ritiene un aumento del prezzo in questa fase una vera e propria follia. Il ragionamento è semplice: i consumatori sono già alle prese con rincari su carburanti e beni di prima necessità, e aggiungere un ulteriore aumento su un prodotto di intrattenimento rischia di produrre effetti ancora peggiori sulle vendite.
Una posizione scomoda, qualunque strada si scelga
Una terza lettura arriva da Pelham Smithers Associates, istituto di ricerca indipendente, che fotografa Nintendo in una posizione oggettivamente difficile. Che scelga di alzare il prezzo o di mantenere lo status quo, ci sono rischi concreti in entrambe le direzioni. Da un lato pesa la sfiducia continua del mercato finanziario, dall’altro c’è il pericolo di affossare una generazione ancora giovane. La spinta iniziale di Switch 2 si è in parte esaurita e adesso servono nuovi giochi capaci di giustificare la piattaforma: un ritocco al rialzo proprio in questo momento potrebbe rivelarsi fatale.
Nintendo è perfettamente consapevole di non potersi permettere un secondo fallimento sulla scala di Wii U. Per questo motivo, qualsiasi decisione verrà presa sarà orientata alla sostenibilità di lungo periodo di Switch 2, piuttosto che a una reazione dettata dai movimenti di mercato nel breve termine. Già nella giornata di venerdì, con la presentazione dei risultati finanziari, potrebbe arrivare una risposta definitiva sulla questione prezzo.
