Le memorie DDR6 hanno ufficialmente iniziato il loro percorso di sviluppo, anche se la strada per vederle nei negozi è ancora parecchio lunga. I tre grandi protagonisti della produzione di DRAM a livello mondiale, cioè Samsung, SK Hynix e Micron, hanno avviato i primi contatti con i produttori di substrati per gettare le fondamenta del nuovo standard. Parliamo di fasi davvero embrionali: dopo aver condiviso i design iniziali, sono partite le attività sui primi prototipi. Niente di concreto ancora, ma il treno si è messo in moto.
Dove siamo con lo sviluppo delle DDR6
Qualche indicazione tecnica è già trapelata. Le aziende coinvolte si stanno concentrando su aspetti fondamentali come lo spessore dei moduli, la struttura degli stack e il layout delle connessioni. Il JEDEC, l’organismo che si occupa di definire gli standard per i semiconduttori, aveva già pubblicato le specifiche preliminari delle DDR6 nel 2024, ma non sono ancora state finalizzate né ufficializzate. È una cosa abbastanza normale in questi processi: le specifiche escono in bozza, poi ci vuole tempo prima che diventino definitive. Insomma, nessuno si aspetti tempi brevi.
Le aspettative tecniche, però, fanno un certo effetto. Le DDR6 dovrebbero partire da velocità di 8.800 MT/s per arrivare fino a 17.600 MT/s, raddoppiando di fatto il limite ufficiale delle DDR5. Le versioni overclocked potrebbero addirittura toccare i 21.000 MT/s. Tra le novità più significative spicca un’architettura multi canale con quattro sub canali da 24 bit, pensata per migliorare il trasferimento dati in parallelo, il throughput complessivo e la gestione della banda. Tutto questo comporterà design dei chip e infrastrutture di comunicazione decisamente più complesse rispetto a quanto visto finora.
CAMM2, costi e tempistiche: cosa aspettarsi
C’è un aspetto interessante che riguarda il formato fisico. Le DDR6 saranno con ogni probabilità la generazione in cui i moduli CAMM2 vedranno esplodere la loro diffusione, soprattutto su laptop e sistemi compatti. L’idea è quella di mandare in pensione le storiche SODIMM, più ingombranti e meno efficienti. La tecnologia CAMM2 esiste già oggi, tecnicamente parlando, ma resta confinata in una nicchia molto ristretta.
E poi c’è la questione che pesa più di tutte: il prezzo. La domanda enorme di memoria per server e datacenter legati all’intelligenza artificiale ha già fatto lievitare i costi delle DDR5 e delle LPDDR. Con le DDR6 non andrà diversamente. Le prime memorie DDR6 dovrebbero arrivare nel segmento server e datacenter tra il 2028 e il 2029, dove i margini di profitto permettono di sostenere listini elevati senza troppi problemi. Per il mercato consumer, invece, bisognerà mettere in conto almeno un anno in più di attesa. E quando finalmente arriveranno sugli scaffali, i prezzi iniziali saranno tutt’altro che alla portata di tutti.
