Le voci su Amazfit Bip Max si fanno sempre più concrete e il quadro che emerge è quello di uno smartwatch che prende la formula già collaudata di Bip 6, lanciato a marzo 2025, e la porta un gradino più in alto. Nessuna rivoluzione, sia chiaro. Parliamo piuttosto di un’evoluzione mirata che punta su uno schermo più grande, una batteria più generosa e qualche chicca hardware che potrebbe fare la differenza nella fascia di prezzo in cui si colloca.
La novità più visibile riguarda il display AMOLED, che passerebbe da 1,97 pollici a 2,07 pollici con risoluzione 432 x 514 pixel. Può sembrare poco sulla carta, ma su uno smartwatch di forma quadrata quei 0,1 pollici in più si fanno sentire eccome, soprattutto quando si consultano widget, mappe o statistiche di allenamento. La luminosità di picco salirebbe poi da 2.000 a 3.000 nit, un valore che renderebbe Amazfit Bip Max decisamente più leggibile sotto la luce diretta del sole. Il vetro temperato con trattamento anti impronte dovrebbe restare confermato, quindi niente materiali premium in più: semplicemente più pixel e più luminosità.
Le dimensioni crescono inevitabilmente, passando a 49,5 x 42,63 x 10,93 mm contro i 46,3 x 40,2 x 10,45 mm di Bip 6. Il peso salirebbe da 44 a 52,6 grammi con cinturino incluso. Una differenza che si noterebbe più come presenza al polso che come peso effettivo, anche perché lo spessore rimane sostanzialmente invariato.
Controlli, memoria e connettività: cosa cambia davvero
Sul fronte dei controlli arriva una novità interessante. Amazfit Bip Max dovrebbe adottare una corona rotante sul lato destro accompagnata da un pulsante piatto sotto, mentre Bip 6 si affida a due pulsanti piatti. Un sistema leggermente più sofisticato e, in teoria, più comodo da usare nel quotidiano.
La memoria interna farebbe un salto davvero notevole: dai 512 MB di Bip 6, di cui appena 100 MB realmente utilizzabili per i file, si passerebbe a ben 4 GB. Questo significa poter archiviare mappe offline e musica in quantità significativa, rendendo Amazfit Bip Max molto più credibile come smartwatch da usare anche senza telefono a portata di mano.
La batteria cresce da 340 mAh a 540 mAh, con un’autonomia dichiarata fino a 20 giorni contro i 14 del modello precedente. Come sempre, l’uso reale dipenderà da luminosità impostata, numero di allenamenti tracciati, chiamate Bluetooth e display always on, però sulla carta il miglioramento è evidente. Altra aggiunta degna di nota: il WiFi, completamente assente su Bip 6. In più, Amazfit Bip Max passerebbe a Bluetooth 5.3, contro il 5.2 del predecessore, garantendo sincronizzazioni più rapide, aggiornamenti firmware più veloci e trasferimenti file più fluidi. Microfono e speaker dovrebbero restare, mentre sembra confermata l’assenza della tecnologia NFC: niente pagamenti dal polso, quindi.
Sensori invariati e prezzo contenuto
Il comparto sensori rimarrebbe sostanzialmente lo stesso: BioTracker PPG biometrico, accelerometro, giroscopio, sensore di luce ambientale e geomagnetico. Su questo fronte nessun upgrade, il che è comprensibile dato il posizionamento di prezzo.
A proposito di prezzo: secondo le indiscrezioni, Amazfit Bip Max arriverebbe sul mercato a circa 100 euro, contro gli 80 euro di Bip 6. Una differenza di soli 20 euro per un pacchetto hardware che migliora in modo significativo su schermo, batteria, storage e connettività. Bip 6 resterebbe comunque l’opzione più compatta e leggera per chi non ha bisogno di uno schermo grande o di spazio di archiviazione extra. Amazfit Bip Max sembra invece pensato per chi vuole più autonomia, più spazio per contenuti offline e un display più generoso, accettando una presenza al polso leggermente più importante. La resistenza all’acqua rimane certificata a 5 ATM per entrambi i modelli, così come la larghezza del cinturino a 22 mm.
