Chi usa Rufus per creare chiavette USB avviabili lo sa bene: è uno di quei tool che funzionano e basta, senza troppi fronzoli. Eppure l’ultima versione, la 4.14, sembra aver portato con sé qualche grattacapo di troppo. Il problema principale? Le preferenze legate alla cosiddetta Windows User Experience (WUE) non vengono più salvate correttamente tra una sessione e l’altra. In pratica, ogni volta che si chiude e si riapre il programma, le impostazioni per disabilitare i controlli hardware tornano ai valori predefiniti, anche se erano state modificate manualmente. Una seccatura non da poco, soprattutto per chi utilizza Rufus proprio per aggirare i requisiti di Windows 11 su macchine non ufficialmente supportate (il solito discorso del modulo di sicurezza TPM 2.0, per intenderci). Nelle versioni precedenti, inclusa la 4.13, nessuno aveva mai riscontrato nulla del genere, il che punta dritto verso qualcosa introdotto con l’ultimo aggiornamento.
La community ha fatto la sua parte nel segnalare e confermare il tutto, e lo sviluppatore Pete Batard è riuscito a individuare la causa: una modifica recente alla gestione delle finestre di dialogo interne del programma, riconducibile a un commit specifico nel codice del progetto. Secondo Batard, la correzione non dovrebbe essere particolarmente complessa, anche se al momento non sono state fornite tempistiche precise per il rilascio di una patch.
L’installazione unattended si blocca al 75%: un secondo bug ancora più insidioso
Ma il bug delle preferenze non è nemmeno il più grave. C’è un secondo problema che riguarda una delle funzionalità più interessanti introdotte proprio con Rufus 4.14: il supporto alle installazioni unattended. Per chi non avesse familiarità con il termine, si tratta di quella modalità in cui l’intera procedura di installazione di Windows procede in automatico, senza che l’utente debba intervenire per selezionare opzioni o configurare impostazioni. Un bel risparmio di tempo, sulla carta. Peccato che nella pratica questa feature si stia rivelando piuttosto instabile: molti utenti segnalano che il processo si blocca intorno al 75%, costringendo a ricominciare da capo. Anche qui Batard ha confermato di essere al corrente della situazione e di riuscire a replicare il problema sul proprio sistema, ma ha ammesso che trovare una soluzione potrebbe richiedere uno sforzo maggiore rispetto all’altro bug.
Cosa fare nel frattempo con Rufus
La notizia tutto sommato rassicurante è che il comportamento predefinito di Rufus continua a fare il suo lavoro senza intoppi. Il bypass dei requisiti hardware di Windows 11 funziona regolarmente e non ci sono effetti collaterali per chi usa il tool su sistemi già compatibili. L’unica accortezza, almeno fino a quando non arriverà un aggiornamento correttivo, è evitare di affidarsi all’installazione unattended e controllare sempre, prima di procedere, che le impostazioni nella schermata di configurazione corrispondano effettivamente a quelle desiderate. Perché con Rufus 4.14, al momento, fidarsi è bene ma verificare è decisamente meglio.
