Lo sblocco facciale sicuro su Android è sempre stato un passo indietro rispetto a quello degli iPhone. Dal 2017, Apple si porta dietro un sistema di sensori dedicati che garantisce un livello di sicurezza molto alto, mentre la maggior parte degli smartphone Android si affida ancora alla fotocamera frontale per il riconoscimento del volto. Funziona, certo, ma è aggirabile anche con una semplice foto. Adesso però una piccola azienda chiamata Metalenz sta lavorando a qualcosa che potrebbe ribaltare la situazione: si chiama Polar ID, ed è un sistema di riconoscimento facciale pensato per funzionare completamente nascosto sotto il pannello OLED, senza notch, senza ritagli, senza alcun tipo di isola dinamica.
Il cuore della tecnologia sta in una lente piatta a metasuperficie ottica. Niente sistemi di lenti tradizionali, ingombranti e complessi: Metalenz utilizza un singolo elemento dotato di nanostrutture capaci di deviare la luce verso i sensori. Lo spazio che occupa è una frazione rispetto a quello necessario per il Face ID di Apple. Ma la cosa davvero interessante riguarda un altro aspetto: Polar ID non si limita a “guardare” il volto, ma cattura anche i dati di polarizzazione della luce, cioè il modo in cui la luce rimbalza su superfici diverse. E questo cambia tutto, perché la polarizzazione di un volto umano reale è diversa da quella di una maschera in silicone 3D. Il sistema, in sostanza, è progettato per resistere ai tentativi di spoofing più sofisticati, avvicinandosi molto al livello di sicurezza offerto da Face ID. E a differenza dello sblocco facciale attuale presente su alcuni Pixel, funziona anche al buio.
Perché Polar ID potrebbe superare i limiti delle fotocamere sotto il display
Chi ha già visto le fotocamere sotto il display, ad esempio sui Galaxy Z Fold, sa bene che il compromesso è sempre stato la qualità del pannello nel punto in cui si nasconde il sensore. Con Polar ID il problema non si pone allo stesso modo: la perdita di qualità dello schermo non influisce sui dati di polarizzazione, quindi l’hardware lavora bene anche con il display davanti. L’unica modifica necessaria è una sezione leggermente assottigliata nel punto in cui sono posizionati i sensori, ma nulla di visibile dall’esterno.
Metalenz ha già stretto un accordo con Qualcomm qualche anno fa, e ora la tecnologia sembra pronta per il mercato. La versione con hardware visibile dovrebbe arrivare su smartphone e laptop nel 2027, mentre la variante completamente nascosta sotto il display è attesa per il 2028.
Google e lo sblocco facciale: il Progetto Toscana resta in sospeso
Nel frattempo, Google stava lavorando a una soluzione propria, nota come Progetto Toscana, che avrebbe dovuto debuttare su Pixel 11. Ma è arrivata la conferma che su quella serie non ci sarà nulla di nuovo sul fronte dello sblocco facciale hardware. Se Google abbia qualcosa a che fare con Metalenz e con Polar ID non è chiaro, ma il tempismo è quantomeno curioso.
Il 2027 può sembrare lontano, eppure l’ecosistema Android è ancora parecchio indietro rispetto a Face ID quando si parla di sicurezza biometrica facciale. Sapere che esiste una soluzione concreta, già funzionante e con un accordo firmato con Qualcomm, rappresenta comunque un segnale importante per tutto il settore.
