Il nuovo film di Resident Evil ha finalmente un volto, e quel volto fa paura. Un teaser appena rilasciato ha regalato un primo, inquietante assaggio di quello che il regista e sceneggiatore Zach Cregger sta costruendo attorno al celebre franchise horror. Non si tratta di un adattamento diretto dei giochi, ma di una storia originale ambientata nello stesso universo, pensata per chi quei giochi li ha vissuti sulla propria pelle e per chi li scoprirà per la prima volta al cinema.
Cregger ha raccontato come il suo rapporto con la saga sia iniziato da Resident Evil 2, giocato addirittura prima del primo capitolo. Quella fu la scoperta del genere survival horror: la gestione delle risorse, il contare i proiettili, il decidere cosa portare con sé e cosa lasciare indietro. Meccaniche che hanno lasciato un segno profondo, al punto da volerle trasportare nel film. Il movimento lento, la tensione costante, la sensazione di vulnerabilità. Tutto questo, secondo Cregger, è ciò che rende Resident Evil diverso da qualsiasi altro franchise.
E quando si parla di paura vera, il regista non ha dubbi: il momento più terrificante lo ha vissuto giocando a Resident Evil Village in VR. La sequenza della casa delle bambole, con quel bebè gigante che insegue il giocatore tra luci che si spengono e suoni agghiaccianti, lo ha costretto a togliersi il visore e prendersi una pausa. Una tazza di caffè, un respiro, e poi di nuovo dentro. Quell’intensità è esattamente ciò che vuole portare sullo schermo.
Una storia nuova ambientata nel mondo di Raccoon City
Il punto fermo del progetto è chiaro: questo film di Resident Evil non racconta storie già viste nei giochi. Cregger ha spiegato che non avrebbe mai potuto raccontare la storia di Leon meglio di quanto facciano i giochi stessi. Sarebbe stato ridondante e, in fondo, deludente. La scelta è stata quindi quella di creare un racconto che possa esistere accanto ai giochi, non al loro posto.
La vicenda si colloca più o meno nel mondo di Resident Evil 2. Il T-virus della Umbrella Corporation ha scatenato il caos a Raccoon City, e il film segue una persona diversa, un personaggio nuovo, in una notte orribile in cui tutto va storto. Il protagonista, interpretato da Austin Abrams, si chiama Bryan ed è il tipo di persona che chiunque potrebbe essere: non un soldato addestrato, non un eroe da manuale, ma un ragazzo normale, di buon carattere, risucchiato in un incubo. Cregger lo ha descritto come il proprio avatar, ovvero come la reazione autentica di una persona comune catapultata dentro il gioco. Austin Abrams, a sentire il regista, è perfetto per rendere credibile quella scala di emozioni, dalla confusione al terrore puro.
C’è poi la questione degli ambienti, che nei giochi di Resident Evil funzionano quasi come personaggi a sé stanti. Il film punta molto su questo aspetto: gli scenari cambiano continuamente, ogni nuovo luogo nasconde un pericolo inedito, e non si resta mai troppo a lungo nello stesso posto. È lo stesso principio che guida l’esplorazione nei giochi, dove si sbloccano aree nuove e la tensione sale di continuo.
Easter egg, progressione delle armi e rispetto per i fan
Chi conosce bene la saga troverà nel film parecchie easter egg disseminate con cura. Cregger ha ammesso di aver attinto a piene mani soprattutto da Resident Evil 4, il capitolo a cui ha giocato di più. Oggetti di guarigione copiati fedelmente, la progressione delle armi che va dalla pistola al fucile fino all’MP5, la gestione delle risorse come elemento narrativo. Sono dettagli pensati per essere riconosciuti dai giocatori, piccoli omaggi visivi e tematici sparsi nel film.
Il regista ha anche confessato una certa difficoltà nel parlare del progetto ai fan più legati alla trama originale dei giochi, consapevole che qualcuno potrebbe restare deluso dalla scelta di non adattare direttamente quelle storie. Ma la sua posizione è ferma: i giochi le raccontano già in modo eccellente.
Il film Resident Evil di Zach Cregger arriverà nelle sale cinematografiche il 18 settembre.
