Spirit Airlines ha cessato definitivamente le operazioni dopo 34 anni di attività, cancellando tutti i voli a partire dalle 3 di notte (ora della costa est americana) di sabato mattina. La compagnia aerea ultra low cost americana ha chiuso in un contesto reso insostenibile dall’impennata dei prezzi del carburante per aerei, raddoppiati in seguito alle tensioni legate alla politica estera dell’amministrazione Trump nei confronti dell’Iran.
Una notizia che segna la fine di un’era per il trasporto aereo a basso costo negli Stati Uniti. Il sito ufficiale della compagnia ora reindirizza a spiritrestructuring.com, dove un avviso chiede ai passeggeri di non recarsi negli aeroporti. Le registrazioni del controllo del traffico aereo hanno catturato gli ultimi scambi tra controllori e piloti, che si sono salutati mentre gli ultimi voli atterravano dopo l’annuncio della chiusura. Scene che hanno un che di surreale, quasi cinematografico, e che raccontano meglio di qualsiasi comunicato stampa cosa significa vedere una compagnia aerea spegnersi in tempo reale.
Spirit Airlines, rimborsi e indicazioni per i passeggeri
Sul sito dedicato alla ristrutturazione, Spirit Airlines ha pubblicato una dichiarazione rivolta a chi aveva acquistato biglietti direttamente dalla compagnia. Per chi ha pagato con carta di credito o carta di debito, i rimborsi sono già stati emessi e verranno processati nei tempi tecnici necessari. Questo almeno è quanto comunicato ufficialmente. Anche se per molti viaggiatori rimasti a terra la situazione resta tutt’altro che semplice.
Gli aerei di Spirit Airlines sono stati fotografati fermi sulla pista dell’aeroporto internazionale di Fort Lauderdale Hollywood, in Florida, il 2 maggio 2026. Un’immagine che vale più di mille parole. Decine di velivoli parcheggiati, immobili, con la livrea gialla che ormai è diventata il simbolo di una compagnia che non volerà più.
Il peso del carburante e la crisi del settore low cost
Il fattore scatenante, stando al quadro generale, è stato il raddoppio dei prezzi del carburante per jet, conseguenza diretta dell’escalation tra Washington e Teheran voluta dall’amministrazione Trump. Per una compagnia come Spirit Airlines, che basava il proprio modello di business su tariffe bassissime e margini ridotti all’osso, un aumento di quella portata era semplicemente impossibile da assorbire. Non si parla di un rincaro del 10% o del 15%. Ma di un vero e proprio raddoppio. Qualcosa che cambia completamente l’equazione economica di qualsiasi vettore, figurarsi di uno che vendeva biglietti a poche decine di euro.
Spirit Airlines non era nuova a difficoltà finanziarie e aveva già attraversato periodi turbolenti, ma questa volta non c’è stato margine di manovra. La combinazione tra costi operativi fuori controllo e un mercato già sotto pressione ha reso inevitabile la decisione di cessare ogni attività. I controllori di volo e i piloti che si sono scambiati gli ultimi saluti nelle comunicazioni radio rappresentano il punto finale di una storia durata oltre tre decenni nel mondo dell’aviazione commerciale americana.
