Fra tutte le fonti di energia rinnovabile disponibili oggi, quella geotermica viene considerata da molti la più promettente in assoluto. Il motivo è semplice: il calore che la Terra custodisce sotto la superficie è una risorsa praticamente inesauribile, eppure finora ne abbiamo sfruttato solo una frazione minima, quella più superficiale. È proprio qui che entra in gioco Quaise Energy, una startup con sede a Houston che ha deciso di spingersi dove nessuno, almeno a livello commerciale, è mai riuscito ad arrivare. Il progetto si chiama Project Obsidian e prevede la costruzione, in Oregon, della prima centrale elettrica al mondo alimentata da geotermia super calda.
L’obiettivo dichiarato da Quaise Energy è ambizioso ma ha una scadenza precisa: entro il 2030, la struttura in Oregon dovrebbe iniziare a immettere nella rete elettrica circa 50 megawatt di elettricità completamente rinnovabile. Una potenza non enorme sulla carta, certo, però con una caratteristica che fa tutta la differenza del mondo rispetto a solare ed eolico: un flusso costante, continuo, totalmente indipendente dalle condizioni meteorologiche. Niente variabilità legata al vento o al sole, niente intermittenza. Solo energia stabile, ventiquattr’ore su ventiquattro.
Cosa significa davvero geotermia super calda
Quando si parla di energia geotermica tradizionale, il concetto è relativamente noto: si sfrutta il calore naturale proveniente dal sottosuolo, spesso in aree vulcaniche o geologicamente attive, per produrre vapore e alimentare turbine. Ma la geotermia super calda è un’altra storia. Quaise Energy vuole perforare a profondità molto maggiori di quelle raggiunte finora, accedendo a strati dove le temperature diventano estreme. A quei livelli, l’acqua supera il suo punto critico e si trasforma in un fluido supercritico, capace di trasportare quantità di energia enormemente superiori rispetto al vapore convenzionale.
Questa è la vera scommessa tecnologica dietro Project Obsidian. Non basta sapere che quel calore esiste laggiù: bisogna riuscire a raggiungerlo, a gestirlo e a riportarlo in superficie in modo sicuro ed economicamente sostenibile. Quaise Energy sta lavorando su tecnologie di perforazione avanzate, diverse da quelle utilizzate nell’industria petrolifera classica, proprio per superare i limiti che fino a oggi hanno reso impraticabile lo sfruttamento della geotermia a grandi profondità.
Perché l’Oregon e perché adesso
La scelta dell’Oregon come sede di Project Obsidian non è casuale. Lo stato americano offre condizioni geologiche favorevoli e un contesto normativo che guarda con interesse alle fonti di energia pulita. Quaise Energy ha individuato nell’area il punto giusto per dimostrare che la geotermia super calda può funzionare su scala commerciale, non solo come esperimento di laboratorio.
Se la centrale geotermica in Oregon riuscirà effettivamente a produrre quei 50 megawatt entro il 2030, il segnale per l’intero settore energetico sarebbe fortissimo. Significherebbe che sotto i piedi di buona parte del pianeta c’è una fonte di energia pulita e costante, accessibile con le giuste tecnologie. Quaise Energy, con questa prima centrale geotermica super calda, prova a dimostrare esattamente questo: che il futuro dell’energia potrebbe non dipendere dal cielo, ma da ciò che si trova molto, molto più in basso.
