Il tema dei power bank vietati in aereo è tornato prepotentemente sotto i riflettori dopo la decisione del Giappone di proibire l’uso di questi dispositivi su tutti i voli in entrata e in uscita dal Paese. Il governo di Tokyo ha scelto di applicare in modo deciso le nuove misure restrittive emanate dall’ICAO, la International Civil Aviation Organization, entrate in vigore a marzo di quest’anno. Una mossa che non arriva dal nulla, ma che risponde a un problema concreto: il numero crescente di incidenti legati alle batterie al litio a bordo degli aerei, e persino all’interno degli aeroporti.
Il Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo giapponese ha spiegato che già dal 27 febbraio era stata avviata una consultazione pubblica sull’argomento. La revisione d’urgenza degli standard internazionali da parte dell’ICAO ha poi spinto il Giappone a rivedere i propri regolamenti interni per adeguarsi alle nuove disposizioni. Niente di improvvisato, insomma, ma un percorso che ha seguito un iter preciso e che ora ha trovato applicazione pratica.
Le nuove regole ICAO e cosa significano per chi viaggia
Prima dell’intervento dell’ICAO, la situazione era piuttosto frammentata. Ogni compagnia aerea aveva le proprie regole sui power bank, e orientarsi non era sempre facile per chi doveva semplicemente prendere un volo. Le nuove restrizioni entrate in vigore a marzo hanno provato a mettere ordine, uniformando una serie di regolamentazioni che fino a quel momento variavano in modo significativo da un vettore all’altro. L’obiettivo dichiarato è migliorare la sicurezza e la tranquillità sia dei passeggeri sia delle compagnie aeree. Più chiarezza per tutti, in sostanza.
A livello internazionale resta confermato un limite ben preciso: ogni singola batteria trasportata, power bank inclusi, non può superare i 100Wh. Per chi si chiede come verificare se il proprio dispositivo rientra in questo limite, il calcolo è abbastanza semplice. Basta moltiplicare il voltaggio (V) per gli ampere ora (Ah). Molti power bank riportano la capacità in mAh, quindi va prima convertita dividendo per mille. Un power bank da 20.000 mAh a 5V, per esempio, equivale a 100Wh: proprio al limite consentito.
Perché la stretta sui power bank in aereo riguarda anche noi
Quello che sta succedendo in Giappone non è un caso isolato. Le regole dell’ICAO hanno validità internazionale, il che significa che le stesse restrizioni sui power bank in aereo possono essere recepite progressivamente da altri Paesi. Il fatto che Tokyo abbia deciso di muoversi per prima con un divieto così netto potrebbe accelerare l’adozione di misure analoghe anche altrove. Chi viaggia spesso, soprattutto su tratte intercontinentali, farebbe bene a controllare con attenzione le specifiche dei propri dispositivi prima di imbarcarsi.
Il punto centrale resta sempre lo stesso: le batterie al litio, se danneggiate o difettose, possono rappresentare un rischio reale all’interno della cabina di un aereo. Ed è proprio questo il motivo per cui l’ICAO ha deciso di intervenire con una revisione urgente dei propri standard, spingendo i singoli governi ad allinearsi. Il Giappone ha risposto tra i primi, ma difficilmente resterà l’unico Paese a farlo nel corso dei prossimi mesi.
