Niente più attori generati dall’intelligenza artificiale né sceneggiature scritte da algoritmi tra i candidati agli Oscar. L’organizzazione che gestisce i premi più prestigiosi del cinema mondiale ha aggiornato il proprio regolamento venerdì 2 maggio 2026, introducendo una serie di norme che affrontano direttamente il tema dell’AI generativa nel mondo della settima arte. E la direzione presa è piuttosto netta.
La Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha stabilito che saranno idonee agli Academy Awards soltanto le performance “accreditate nel cast ufficiale del film e dimostrabilmente eseguite da esseri umani con il loro consenso”. Allo stesso modo, le sceneggiature dovranno essere “scritte da autori umani” per poter concorrere. L’Accademia si è anche riservata il diritto di richiedere informazioni aggiuntive sull’utilizzo dell’AI in un film e sulla paternità umana delle opere candidate. Insomma, non basterà più dichiararlo: potrebbe essere necessario dimostrarlo.
Il contesto dell’AI spinge verso regole più rigide
Queste modifiche al regolamento non arrivano per caso. Il mondo cinematografico e tecnologico degli ultimi mesi ha reso la questione sempre più urgente. Un film indipendente è attualmente in lavorazione con una versione generata dall’AI di Val Kilmer, mentre l'”attrice” AI Tilly Norwood continua a far parlare di sé, finendo ripetutamente sui giornali. Nel frattempo, i nuovi modelli di generazione video stanno provocando reazioni forti tra i cineasti, con alcuni che arrivano a dichiarazioni piuttosto drammatiche sul futuro del mestiere.
Vale la pena ricordare che l’AI era già stata uno dei nodi centrali durante gli scioperi degli attori e degli sceneggiatori nel 2023, quando le trattative si erano arenate proprio sulle tutele da garantire ai lavoratori del settore rispetto all’uso di queste tecnologie. Quel braccio di ferro aveva anticipato molte delle tensioni che oggi trovano una risposta, almeno parziale, nelle nuove regole degli Oscar.
Non solo cinema, il problema riguarda anche l’editoria
La stretta dell’Accademia si inserisce in un fenomeno più ampio che va ben oltre Hollywood. Nel mondo dell’editoria, almeno un romanzo è stato ritirato dal proprio editore a causa dell’apparente utilizzo dell’AI nella stesura del testo. Diverse associazioni di scrittori hanno preso posizioni simili, dichiarando che l’uso dell’intelligenza artificiale rende un’opera automaticamente non idonea per premi letterari.
Il messaggio che emerge da queste decisioni è abbastanza chiaro: le istituzioni culturali stanno tracciando una linea. Chi crea contenuti con l’aiuto massiccio dell’AI può certamente farlo, ma non potrà aspirare ai riconoscimenti tradizionalmente riservati al talento umano. Le nuove regole degli Oscar rappresentano probabilmente il caso più visibile e simbolico di questa tendenza, dato il peso mediatico e culturale che i premi dell’Accademia continuano ad avere a livello globale.
