I conti di Alphabet parlano chiaro: il primo trimestre 2026 si è chiuso con risultati decisamente sopra le aspettative, trainati soprattutto dalla crescita esplosiva di Google Cloud e dall’adozione sempre più massiccia dei servizi legati all’intelligenza artificiale. Le entrate complessive del gruppo hanno raggiunto circa 102 miliardi di euro, segnando un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un balzo notevole, che racconta molto di dove sta andando il business di Google.
La voce principale resta, come sempre, Google Search, che da sola ha generato ricavi per circa 56 miliardi di euro. Ma la vera sorpresa arriva dal comparto cloud: Google Cloud ha toccato quota 18,5 miliardi di euro, con una crescita del 63% su base annua. Un dato impressionante, figlio dei nuovi contratti siglati con clienti enterprise e di un boom negli abbonamenti aziendali ai servizi di intelligenza artificiale. L’adozione di Gemini Enterprise, per esempio, è cresciuta del 40%.
A supportare tutto questo c’è un’infrastruttura AI robusta e in continua espansione: le TPU proprietarie di Google (con l’ottava generazione annunciata di recente) e le GPU di NVIDIA vengono utilizzate per addestrare e far girare modelli come Gemini 3.1 Pro, Gemini 3.1 Flash Live, Nano Banana 2, Veo 3.1 Lite e Lyria 3. Una flotta di modelli che copre ambiti sempre più ampi, dalla generazione testuale a quella multimediale.
Abbonamenti in crescita e il ruolo sempre più centrale di Gemini
Non solo cloud e ricerca. Anche il segmento degli abbonamenti consumer ha fatto registrare numeri importanti: 350 milioni di utenti tra YouTube e Google One. Quest’ultimo, in particolare, sta diventando il punto d’accesso privilegiato alle funzionalità più avanzate di Gemini. Il chatbot è ormai disponibile ovunque: tramite interfaccia web, app dedicata e direttamente all’interno di Google Search.
Il CEO Sundar Pichai ha voluto sottolineare quanto gli utenti stiano apprezzando AI Overview e AI Mode, le due funzionalità che integrano risposte generate dall’intelligenza artificiale direttamente nei risultati di ricerca. Una direzione che però non piace a tutti: la Commissione europea ha aperto un’indagine per verificare se queste pratiche possano violare le regole antitrust.
Le ultime novità di Gemini arrivano anche in Italia
Google non si ferma e continua a potenziare Gemini con nuove funzionalità a ritmo serrato. Proprio alla fine di aprile sono arrivate anche in Italia due novità attese: la memoria, che permette al chatbot di ricordare informazioni tra una conversazione e l’altra, e la possibilità di importare conversazioni da servizi di terze parti.
L’azienda di Mountain View ha inoltre annunciato che Gemini è ora in grado di generare diversi tipi di file direttamente dall’interfaccia. Basta scrivere un prompt specificando il formato desiderato e il chatbot produce il documento richiesto. Una funzione che punta a rendere Gemini non solo un assistente conversazionale, ma uno strumento di produttività a tutti gli effetti, capace di competere con soluzioni già presenti sul mercato.
