Qualcuno ricorderà sicuramente Legacy, il gioco play-to-earn sviluppato da 22cans, lo studio di Peter Molyneux. Lanciato nel 2023, si è rivelato un autentico disastro economico per chi ci aveva messo dei soldi, come del resto è successo con la stragrande maggioranza delle iniziative videoludiche legate agli NFT. Ora, dopo che lo studio ha pubblicato Masters of Albion in Accesso Anticipato su Steam, la questione Legacy torna a galla con numeri che fanno impressione: il gioco aveva incassato oltre 47 milioni di euro ben due anni prima della sua uscita ufficiale. Eppure, praticamente nessun giocatore è riuscito a ricavarne un profitto. Anzi, in moltissimi hanno subito perdite enormi. Alcuni utenti che avevano creduto nel progetto hanno raccontato di aver perso decine di migliaia di euro, riuscendo a recuperare meno di 95 euro, o in molti casi proprio nulla.
La bolla NFT e il precedente di Town Stars
Per capire il disastro di Legacy bisogna guardare più all’editore che allo sviluppatore: Gala Games. Nel pieno della febbre del Web3, l’azienda aveva pubblicato un gioco basato su criptovalute e NFT chiamato Town Stars. Chi era entrato per primo nel sistema aveva realizzato profitti da capogiro, con qualcuno che era riuscito a guadagnare oltre 95.000 euro giocando meno di dieci minuti al giorno. Un meccanismo che sembrava una macchina per stampare soldi. Il problema è che il gameplay era rudimentale e stancava in fretta. Senza un flusso costante di nuovi giocatori e investimenti freschi, a metà del 2022 il valore dei token TOWN e GALA era precipitato di oltre il 90%. Nonostante il crollo, la prospettiva di fare soldi facili con gli NFT era ancora nella testa di tanti. Gala Games riuscì così a convincere Peter Molyneux, creatore di pietre miliari come Populous, Dungeon Keeper, Black & White e Fable, a trasformare il suo progetto successivo in un titolo play-to-earn. Anche perché 22cans stava attraversando difficoltà economiche non indifferenti in quel periodo.
Quando 22cans presentò Legacy nel 2021, i giocatori, galvanizzati dai successi iniziali di Town Stars, si riversarono sul progetto iniettando oltre 47 milioni di euro nell’acquisto di lotti di terreno legati agli NFT. Ma quando il gioco debuttò finalmente nel 2023, arrivò la più classica delle docce fredde. Gli utenti si trovarono davanti un titolo svuotato dei sistemi complessi che erano stati promessi, probabilmente proprio per agevolare la vendita di NFT. A peggiorare tutto, Gala Games tratteneva l’85% dei ricavi di quei pochissimi giocatori che riuscivano a racimolare qualcosa. Legacy è morto nel giro di poche settimane.
Dove sono finiti i soldi e cosa c’entra Masters of Albion
I numeri sono impietosi: un utente ha speso circa 9.400 euro per un appezzamento di terra virtuale, recuperandone alla fine meno di 95. Un altro ha registrato un guadagno netto di appena 9 euro. Tutti hanno dichiarato, senza mezzi termini, di essersi pentiti dell’investimento. Gli unici a uscirne vincitori sono stati gli speculatori che avevano rivenduto rapidamente gli NFT su mercati secondari come OpenSea, prima che tutto crollasse.
E quei 47 milioni di euro incassati da 22cans? Quel tesoretto non è svanito nel nulla. Ha finanziato lo sviluppo di Masters of Albion, il nuovo titolo lanciato in Accesso Anticipato su Steam all’inizio di questo mese. Il gioco, che il sessantasettenne Molyneux ha definito come il suo ultimo progetto, abbandona totalmente qualsiasi meccanica blockchain o NFT, cercando invece di fondere e riportare in vita gli elementi classici dei suoi capolavori passati. Va anche detto che gli NFT sono sempre stati presentati come una forma di investimento il cui rendimento non era garantito, un po’ come scommettere in borsa. Scoppiata la bolla, è naturale che tutti i progetti collegati siano falliti, visto che è venuto a mancare il presupposto stesso per cui erano nati.
