Gemini su Android potrebbe presto perdere il suo trattamento di favore in Europa. Entro la fine di luglio di quest’anno, Google potrebbe trovarsi costretta a ripensare da zero il modo in cui il proprio assistente basato sull’intelligenza artificiale è integrato nel sistema operativo Android. E no, non si tratta di una decisione spontanea da parte dell’azienda di Mountain View, tutt’altro.
L’indagine della Commissione europea e il Digital Markets Act
La questione nasce da un’indagine avviata dalla Commissione europea a gennaio 2025, all’interno del quadro normativo del Digital Markets Act. Si tratta del cosiddetto procedimento di specificazione, uno strumento che l’Unione Europea utilizza per verificare se le grandi piattaforme digitali rispettano davvero le regole sulla concorrenza e sull’apertura dei propri ecosistemi. Secondo i regolatori europei, Gemini gode di un trattamento preferenziale su Android, un vantaggio che penalizza i servizi concorrenti basati sull’intelligenza artificiale e limita la libertà di scelta degli utenti.
Il punto è piuttosto chiaro: quando un sistema operativo come Android è installato su miliardi di dispositivi in tutto il mondo, il modo in cui vengono integrati determinati servizi ha un impatto enorme. Se Gemini è posizionato in modo privilegiato rispetto ad altri assistenti AI, le alternative fanno molta più fatica a raggiungere gli utenti, anche quando offrono funzionalità comparabili o persino migliori. L’Unione Europea ha deciso che questo tipo di dinamica va corretto, e il Digital Markets Act fornisce gli strumenti legali per farlo.
Google si oppone: le possibili conseguenze
Google, prevedibilmente, non è d’accordo con questa impostazione. L’azienda ha sempre difeso il modo in cui i propri servizi sono integrati all’interno di Android, sostenendo che l’esperienza utente ne trae beneficio. Tuttavia, le autorità europee sembrano avere una visione diversa, e il braccio di ferro è già in corso.
Se la Commissione europea dovesse andare fino in fondo, entro la fine di luglio 2025 Google potrebbe essere obbligata a modificare radicalmente l’integrazione di Gemini su Android all’interno del mercato europeo. Questo significherebbe, in pratica, dare maggiore visibilità e accessibilità ad assistenti AI alternativi, consentendo agli utenti di scegliere con più libertà quale soluzione utilizzare. Un cambiamento del genere avrebbe ripercussioni non solo per Google, ma per l’intero ecosistema delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale in Europa.
Va detto che il Digital Markets Act ha già costretto diversi colossi tecnologici a rivedere le proprie pratiche nel Vecchio Continente. Apple, ad esempio, ha dovuto aprire iOS ai marketplace alternativi. Ora tocca a Google affrontare una sfida simile, stavolta concentrata specificamente sul ruolo dell’AI all’interno del proprio sistema operativo. La partita tra Bruxelles e Mountain View su Android e Gemini è appena entrata nella fase più calda, con la scadenza di luglio che si avvicina rapidamente.
