Nuvole di ghiaccio d’acqua attraversano le nursery stellari della nostra galassia, e adesso c’è una mappa che lo dimostra su scala vastissima. Il telescopio spaziale SPHEREx della NASA ha mappato la presenza di ghiaccio d’acqua in ampie regioni della Via Lattea, confermando quello che per anni è stato più un sospetto ben fondato che una certezza osservativa: una molecola essenziale per la vita sulla Terra è incredibilmente abbondante nello spazio.
Cosa ha scoperto SPHEREx nelle regioni di formazione stellare
La missione SPHEREx ha permesso di tracciare la distribuzione del ghiaccio d’acqua attraverso vaste zone della galassia, concentrandosi in particolare sulle regioni dove nascono le stelle. Queste aree, spesso chiamate nursery stellari, sono dense nubi di gas e polvere in cui la materia si addensa progressivamente fino a dare origine a nuovi astri. Ed è proprio qui che il ghiaccio d’acqua si trova in abbondanza, aggrappato ai granelli di polvere cosmica sotto forma di sottili rivestimenti ghiacciati.
Il fatto che l’acqua sotto forma di ghiaccio sia così diffusa in queste zone ha implicazioni enormi. Significa che i mattoni fondamentali per la chimica della vita non sono affatto rari nell’universo. Anzi, sono praticamente ovunque si guardi con gli strumenti giusti. SPHEREx, con la sua capacità di osservare il cielo nell’infrarosso su ampie porzioni contemporaneamente, ha fornito per la prima volta una visione d’insieme che va ben oltre le singole osservazioni puntuali fatte in passato.
Perché il ghiaccio d’acqua nello spazio conta così tanto
La presenza massiccia di ghiaccio d’acqua nelle nursery stellari della Via Lattea non è solo una curiosità astronomica. L’acqua è la molecola senza la quale la vita come la conosciamo sulla Terra semplicemente non esisterebbe. Sapere che questa molecola è così comune nelle regioni dove si formano stelle e, di conseguenza, anche pianeti, cambia la prospettiva su quanto possano essere frequenti le condizioni favorevoli alla vita altrove nella galassia.
Quando una stella nasce, il materiale che la circonda finisce per aggregarsi in dischi protoplanetari da cui emergono pianeti, lune, asteroidi e comete. Se quel materiale di partenza è già ricco di ghiaccio d’acqua, allora l’acqua può essere “consegnata” ai pianeti rocciosi fin dalle prime fasi della loro formazione. È un po’ quello che si pensa sia successo anche alla Terra miliardi di anni fa.
I dati raccolti da SPHEREx confermano dunque che una molecola essenziale per la vita sulla Terra abbonda nello spazio, disseminata tra le nubi di polvere e gas che punteggiano i bracci della Via Lattea. La mappatura realizzata dal telescopio della NASA rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione di come l’acqua si distribuisca su scala galattica, offrendo un quadro molto più completo rispetto a quanto era disponibile fino a poco tempo fa.
Il ghiaccio d’acqua rilevato da SPHEREx non si trova in forma liquida, ovviamente. Nello spazio profondo le temperature sono talmente basse che l’acqua esiste quasi esclusivamente come ghiaccio, depositato sulla superficie microscopica dei granelli di polvere interstellare. Eppure, proprio questa forma solida è quella che permette all’acqua di viaggiare attraverso lo spazio, sopravvivere per milioni di anni e infine raggiungere i sistemi planetari in formazione.
