La cometa 3I/ATLAS non è un oggetto del nostro Sistema Solare. Si tratta di una cometa interstellare, il che significa che si è formata attorno a un’altra stella, in un sistema planetario completamente diverso dal nostro. E le informazioni raccolte finora confermano che quel luogo d’origine doveva essere un ambiente estremo sotto ogni punto di vista. Le analisi indicano infatti che la cometa ha preso forma in un sistema stellare caratterizzato da temperature estremamente basse e da livelli di radiazione molto elevati. Due condizioni che, combinate insieme, possono spiegare perché la composizione chimica di questo oggetto sia così diversa da tutto ciò che si osserva normalmente nei corpi ghiacciati del nostro vicinato cosmico.
Il dato più eclatante riguarda proprio il rapporto tra acqua semi-pesante e acqua normale. Negli oceani terrestri, questo rapporto ha un valore ben preciso e relativamente stabile, che gli scienziati usano come riferimento per confrontare la composizione dell’acqua trovata altrove nel cosmo. Ebbene, nella cometa 3I/ATLAS quel valore è oltre 40 volte superiore rispetto a quello terrestre. Una differenza enorme, che non si era mai osservata con questa intensità in nessun altro corpo celeste studiato fino a oggi.
Cosa significa tutto questo per la scienza
L’acqua semi-pesante è una variante della molecola d’acqua in cui uno dei due atomi di idrogeno viene sostituito da deuterio, un isotopo più pesante. Il rapporto tra queste due forme di acqua è un indicatore prezioso: racconta le condizioni fisiche e chimiche dell’ambiente in cui il ghiaccio si è formato. Temperature molto basse favoriscono l’incorporazione di deuterio nelle molecole d’acqua, e la presenza di radiazione cosmica intensa può amplificare ulteriormente questo processo. Il fatto che la cometa interstellare 3I/ATLAS mostri un rapporto così elevato suggerisce che il sistema stellare in cui è nata fosse un luogo particolarmente freddo e bombardato da radiazioni, condizioni che nel nostro Sistema Solare non si trovano con la stessa intensità nemmeno nelle regioni più remote.
Ogni cometa interstellare che attraversa il nostro sistema rappresenta una finestra aperta su mondi lontanissimi. Con 3I/ATLAS gli astronomi hanno ora un dato concreto, misurabile, che permette di caratterizzare almeno in parte le proprietà fisiche di un ambiente extrasolare. Non è poco, considerando che fino a pochi anni fa l’idea stessa di osservare da vicino materiale proveniente da un altro sistema stellare sembrava fantascienza. Il rapporto isotopico dell’acqua misurato in questa cometa resta il più alto mai registrato in un oggetto di questo tipo, un record che probabilmente alimenterà nuove ricerche e osservazioni nei prossimi mesi, man mano che 3I/ATLAS proseguirà il suo viaggio attraverso il Sistema Solare.
