Apple è finita di nuovo al centro di una bufera sindacale, e stavolta la questione si fa davvero pesante. Il sindacato IAM Union (International Association of Machinists and Aerospace Workers) ha presentato un’accusa formale di pratica lavorativa scorretta al National Labor Relations Board, sostenendo che l’azienda di Cupertino stia discriminando i lavoratori del negozio Apple Towson Town Center, il primo store negli Stati Uniti ad aver formato un sindacato. La vicenda ruota attorno alla chiusura dello store e al trattamento riservato ai dipendenti sindacalizzati rispetto ai colleghi di altri punti vendita.
Apple, la chiusura dello store e le accuse di discriminazione
Tutto è iniziato a inizio aprile 2026, quando Apple ha annunciato la chiusura di tre negozi: Apple Towson Town Center a Towson (Maryland), Apple North County a Escondido (California) e Apple Trumbull a Trumbull (Connecticut). L’azienda ha giustificato la decisione citando il deterioramento delle condizioni dei centri commerciali in cui si trovano i negozi e l’abbandono progressivo di altri rivenditori presenti nelle stesse strutture.
Fin qui, nulla di troppo sorprendente. Il problema è emerso quando si è guardato più da vicino a come Apple ha gestito il destino dei dipendenti coinvolti. Ai lavoratori degli store di Trumbull e North County è stata offerta la possibilità di continuare a lavorare in sedi vicine. I dipendenti di Towson, invece, si sono ritrovati di fronte a un trattamento molto diverso. Nessun trasferimento automatico, ma soltanto la possibilità di candidarsi per posizioni aperte, nel rispetto dell’accordo collettivo di lavoro in vigore.
Una differenza che ha fatto scattare immediatamente l’allarme. Il sindacato IAM Union ha denunciato pubblicamente la scelta, parlando di “serie preoccupazioni” e definendo la chiusura un “tentativo cinico di smantellare il sindacato”. Da quel momento, la tensione non ha fatto che salire.
L’accusa formale e la conferenza stampa del sindacato
Il 27 aprile 2026, IAM Union ha ufficializzato l’accusa depositando la documentazione presso il National Labor Relations Board. Nel documento si legge che, a partire dal 9 aprile, data dell’annuncio della chiusura, Apple avrebbe negato ai dipendenti di Towson il diritto di trasferimento e altre opportunità che invece sono state garantite ai lavoratori non sindacalizzati colpiti dalle chiusure degli altri negozi. Secondo il sindacato, queste azioni rappresentano una ritorsione per attività protette dalla legge e una forma di discriminazione mirata a scoraggiare i lavoratori dall’esercitare i propri diritti.
Lo stesso giorno si è tenuta anche una conferenza stampa durante la quale il presidente internazionale di IAM Union, Brian Bryant, ha dichiarato che la questione riguarda il rispetto dei diritti dei lavoratori. Bryant ha sottolineato che Apple starebbe negando ai dipendenti rappresentati dal sindacato le stesse opportunità offerte agli altri, e lo starebbe facendo proprio perché quei lavoratori hanno scelto di organizzarsi. Ha definito tutto ciò discriminazione, esattamente il tipo di comportamento che la legislazione federale sul lavoro è pensata per impedire.
La risposta di Apple
Apple non è rimasta in silenzio. In una dichiarazione rilasciata il 28 aprile, l’azienda ha respinto con forza le accuse, affermando di essere in totale disaccordo con quanto sostenuto dal sindacato e di voler continuare a rispettare l’accordo negoziato con IAM Union. Apple ha aggiunto di attendere con fiducia la possibilità di presentare tutti i fatti al National Labor Relations Board.
L’azienda ha anche fornito dettagli tecnici sull’accordo collettivo, spiegando che il contratto con il sindacato prevede regole precise per la gestione delle chiusure. Trasferimenti o riassunzioni sono contemplati solo nel caso in cui Apple apra un nuovo store entro 50 miglia da Apple Towson Town Center. In caso contrario, l’accordo prevede il pagamento di un’indennità di fine rapporto. Apple ha precisato di non avere attualmente piani per aprire un nuovo negozio nella zona. Ha però specificato che, qualora lo facesse entro i prossimi 18 mesi, gli ex dipendenti di Towson avranno la priorità nell’assegnazione dei ruoli disponibili.
