Il Parlamento turco ha approvato in via definitiva una legge che impone controlli più rigorosi su Steam e sulle altre piattaforme di distribuzione digitale, compreso Epic Games Store. Il provvedimento, che ha attraversato mesi di dibattito parlamentare dall’inizio dell’anno, introduce una serie di obblighi pensati soprattutto per la tutela dei minori e per garantire maggiore trasparenza. Va detto, però, che rispetto alla bozza iniziale le regole sono state ammorbidite in modo significativo: la versione finale della legge è decisamente meno severa di quella che circolava nei primi mesi del 2026.
Tra le novità più rilevanti, le piattaforme di gioco saranno obbligate a mostrare in modo chiaro la classificazione per età di ogni titolo presente nei loro cataloghi. Se un gioco non dispone di un rating ufficiale, verrà automaticamente etichettato come vietato ai minori di 18 anni. Oltre a questo, i negozi digitali dovranno implementare strumenti di parental control descritti dalla legge come “chiari, convenienti e facili da usare”. Un aspetto che tocca da vicino Steam e tutte le piattaforme straniere con una base utenti significativa nel Paese.
Rappresentanti locali e sanzioni per chi non si adegua
C’è poi un punto che riguarda la presenza legale sul territorio turco. Ogni piattaforma straniera che conti più di 100.000 utenti giornalieri in Turchia dovrà nominare un rappresentante locale, che può essere una persona fisica oppure una società di consulenza. Non sarà necessario aprire un ufficio fisico, ma l’identità del rappresentante andrà comunicata alle autorità e resa visibile sulla piattaforma stessa in modo facilmente accessibile. Una misura che punta a creare un canale di comunicazione diretto tra le istituzioni turche e i grandi operatori del mercato digitale.
Per quanto riguarda le sanzioni, il sistema è costruito a gradini. Dopo un primo avvertimento formale, le aziende avranno un mese di tempo per mettersi in regola. Se non lo faranno, scatterà una multa di 10 milioni di lire turche, pari a circa 200.000 euro. Passato un ulteriore mese senza adeguamento, la cifra triplicherà fino a 30 milioni di lire turche. E per chi dovesse continuare a ignorare le norme, la conseguenza più pesante sarà una riduzione della velocità di accesso alla piattaforma compresa tra il 30% e il 50%. Un rallentamento che, di fatto, renderebbe l’esperienza di utilizzo piuttosto frustrante per gli utenti turchi.
Una legge meno dura del previsto
L’associazione dei videogiocatori turca, nota come TOGED, ha fatto notare come la versione approvata dal Parlamento sia parecchio più morbida rispetto alle ipotesi iniziali. Le autorità hanno rinunciato a due punti che avevano sollevato forti polemiche durante la fase di discussione: il divieto assoluto di vendita per i giochi privi di rating, che è stato sostituito dall’etichetta automatica 18+, e il potere del regolatore di oscurare completamente le piattaforme nel Paese. Quest’ultima opzione, considerata troppo drastica, è stata abbandonata a favore della limitazione della banda, che resta comunque una misura significativa ma meno radicale di un blocco totale. Steam, intanto, resta sotto osservazione anche da parte delle autorità australiane.
