La Cina nel mercato delle navi da crociera non è più una semplice ipotesi futuristica. È un fatto. Un fatto che sta facendo tremare i cantieri navali europei, quelli che per decenni hanno dominato il settore senza praticamente nessuna concorrenza seria. Partendo da zero circa quarant’anni fa, il colosso asiatico è riuscito ad accaparrarsi il 58% del mercato mondiale della costruzione navale. Adesso punta dritto al settore più complesso e redditizio di tutti. Quello delle grandi navi da crociera.
Per capire la portata di quello che sta succedendo, basta guardare i numeri. L’Europa, con i suoi tre grandi cantieri (i francesi di Chantiers de l’Atlantique, gli italiani di Fincantieri e i tedeschi di Meyer Werft), controlla ancora il 90% del mercato delle navi da crociera. Però quel dominio, che sembrava inattaccabile, sta cominciando a scricchiolare. La Cina ha impiegato vent’anni per imparare, studiare, replicare. E ora si presenta con risultati concreti alla mano.
Cina vs Europa: due colossi costruiti in tempi record
L’ente che supervisiona le aziende statali cinesi ha confermato il completamento della seconda nave da crociera costruita nel paese. Si chiama Aida Huacheng, ed è un gigante lungo 341 metri, con un tonnellaggio di 141.900 tonnellate, 2.144 cabine e una capacità di 5.232 passeggeri distribuiti su 16 ponti. I dettagli sugli spazi di intrattenimento a bordo restano ancora pochi. Ma quello che è stato confermato è che la nave integra due torri di desolforazione, un sistema di depurazione dei gas che elimina gli ossidi di zolfo dai gas di scarico del motore, riducendo l’impatto ambientale.
La cosa davvero impressionante, però, riguarda i tempi. Dall’assemblaggio in bacino di carenaggio fino all’integrazione completa di tutti i sistemi, il processo è durato meno di nove mesi. Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding, filiale della Corporazione Statale di Costruzione Navale cinese (CSSC), sostiene che questo risultato li mette allo stesso livello dei grandi cantieri europei. “Rappresenta un passo deciso dell’industria navale cinese verso il dominio delle tecnologie chiave di progettazione e costruzione”, ha dichiarato l’azienda.
Una scalata paziente, aiutata (anche) dagli europei
La strategia della Cina nel mercato delle navi da crociera non è nata dal nulla. Il paese ha seguito lo stesso schema già visto nel settore delle batterie e delle auto elettriche: partire dai prodotti più semplici, accumulare esperienza, e poi salire di livello. Prima i mercantili e le navi portarinfuse, poi le petroliere, le portacontainer, le navi ro-ro pensate per trasportare le auto cinesi destinate all’export. E infine, i segmenti più complessi in assoluto, le metaniere e le navi da crociera.
Tra il 2014 e il 2022, il cantiere CMHI Haimen ha costruito 10 piccole navi da crociera con capacità tra i 350 e i 400 passeggeri. A inizio 2023, il gruppo pubblico CSSC, primo costruttore navale al mondo dalla fusione con CSIC nel 2020, ha varato la sua prima grande nave da crociera con capacità di 6.700 passeggeri, consegnata alla statunitense Carnival nello stesso anno. Una seconda nave dello stesso tipo è stata consegnata nel 2025.
Dietro questi due progetti c’è una joint venture creata nel 2018 tra CSSC e Carnival, con un ruolo chiave proprio di Fincantieri. Boris Fedorovsky, consulente economico e tecnico del Gican (il sindacato delle imprese del settore navale francese), ha spiegato che le due navi sono state costruite sui progetti e con la collaborazione del cantiere italiano, che avrebbe ricevuto circa 250 milioni di euro secondo le stime, oltre a garantire la partecipazione di fornitori di equipaggiamento italiani. In cambio, Fincantieri ha accompagnato la costruzione di due navi dal design identico ai propri modelli già consegnati in passato.
Quello che questi accordi rivelano è qualcosa che mette a disagio più di un analista del settore. Sono proprio gli europei ad aver accelerato l’ascesa della Cina nel mercato delle navi da crociera. Diversi esperti concordano nel ritenere che Fincantieri, puntando al lucrativo mercato dei crocieristi cinesi, abbia involontariamente aperto la porta a un concorrente che potrebbe finire per superarlo.
Oggi la Cina è diventata il quinto stato al mondo capace di progettare e costruire grandi navi da crociera per passeggeri, consolidando la propria posizione in un’industria che, fino a poco tempo fa, era territorio quasi esclusivo dell’Europa.
