Scegliere tra benzina premium o normale è un dilemma che prima o poi tocca chiunque si fermi a fare rifornimento. Da una parte la tentazione di “trattare bene” il motore spendendo qualcosa in più, dall’altra il dubbio che quei centesimi extra al litro non servano proprio a nulla. E a quanto pare, per la stragrande maggioranza delle auto in circolazione, il dubbio è più che fondato: mettere il carburante più costoso non conviene quasi mai.
Cosa dicono i test sul carburante premium
I risultati dei test condotti da Consumer Reports sul proprio circuito di prova parlano chiaro. Per le auto il cui costruttore non richiede espressamente benzina premium, non sono state rilevate differenze misurabili né nell’accelerazione né nei consumi rispetto alla benzina normale. Questo vale soprattutto per i modelli con motori turbo, dove spesso la benzina premium viene solo raccomandata e non prescritta.
La distinzione è fondamentale. Quando il costruttore richiede la benzina premium, usare un carburante con ottano inferiore può effettivamente creare problemi al motore nel lungo periodo, e in quel caso non è proprio il caso di risparmiare. Quando invece viene semplicemente raccomandata, la questione cambia radicalmente. Il motore, progettato per funzionare con benzina normale, non riesce a sfruttare il maggiore numero di ottano della versione premium. Perché l’ottano non indica quanta energia contiene il carburante, ma quanto resiste alla detonazione. E un motore che non è stato ingegnerizzato per trarne vantaggio, semplicemente, non se ne accorge.
La situazione italiana è ancora più netta
Va detto che lo studio è stato condotto negli Stati Uniti, dove la differenza di prezzo tra benzina normale e premium si aggira intorno a 0,20 euro al litro. Su una percorrenza annua di circa 19.300 km, chi usa benzina premium su un’auto che non la richiede potrebbe risparmiare tra i 300 e i 600 euro all’anno scegliendo il carburante corretto. Cifre tutt’altro che trascurabili.
C’è però un elemento che rende il discorso ancora più interessante per chi guida in Italia. La benzina standard venduta nel nostro Paese è già a 95 ottani RON, mentre negli USA la “regular” equivale a circa 91 o 92 RON. Le auto vendute sul mercato italiano sono quindi già progettate per un carburante con un numero di ottano più alto rispetto a quello americano. Il vantaggio della benzina premium diventa ancora più difficile da giustificare per l’automobilista medio, che si ritroverebbe a pagare un sovrapprezzo importante per ogni litro senza che il motore della propria auto sia in grado di sfruttarne il maggiore potere antidetonante.
Quando ha senso scegliere benzina premium
L’unico scenario in cui la benzina premium ha davvero senso è quello delle auto sportive o ad alte prestazioni che la richiedono esplicitamente nel libretto di uso e manutenzione. Per tutti gli altri, le versioni speciali come V-Power, Ultimate o benzina super rappresentano una spesa aggiuntiva senza un ritorno concreto in termini di prestazioni o consumi. Il motore gira esattamente come prima, il portafoglio invece si alleggerisce. Per chi guida un’auto con rapporto di compressione standard, la benzina normale resta la scelta più razionale e anche quella che i test supportano con i numeri alla mano.
