Michael, il biopic dedicato al Re del Pop diretto da Antoine Fuqua e interpretato dal nipote stesso di Jackson, Jaafar Jackson, è arrivato nelle sale cinematografiche questa settimana. E nonostante la critica non si sia esattamente inginocchiata davanti al film, i numeri sembrano raccontare una storia diversa. Le stime parlano di un incasso globale nel primo fine settimana di circa 135 milioni di euro, e se le previsioni più ottimistiche dovessero avverarsi, Bohemian Rhapsody potrebbe perdere il suo primato di biopic musicale più redditizio di sempre.
Quello che molti spettatori potrebbero non sapere è che Michael copre soltanto i primi due decenni della carriera musicale di Jackson. Dagli esordi come vocalist dei Jackson 5 fino al tour Bad del 1987. Il film lascia quindi fuori il capitolo più oscuro della vita dell’artista, ovvero la prima accusa di abusi sessuali su minori arrivata nel 1993, seguita da molte altre che avrebbero poi portato Michael Jackson a processo. Eppure, proprio prima dei titoli di coda, su sfondo nero appare una frase che non lascia indifferenti: “La sua storia continuerà”.
Sequel di Michael, cosa sappiamo davvero
La produzione di un secondo capitolo non è stata confermata ufficialmente. E va detto che l’idea originale non prevedeva affatto un biopic diviso in due parti. Il taglio iniziale del film, fra l’altro, si apriva con una scena ben diversa. Michael Jackson che si guarda allo specchio mentre la polizia circonda la sua casa dopo la prima accusa di abuso su un minore. Quando quella versione è stata modificata per raccontare solo fino al 1987, hanno cominciato a prendere forma potenziali piani per un sequel.
Secondo una fonte ben informata, la scritta finale sarebbe stata aggiunta appena un mese fa, nel momento in cui i cineasti e gli studi coinvolti hanno iniziato a rendersi conto del possibile successo commerciale di Michael. Sempre dalla stessa fonte emerge che la sceneggiatura sarebbe in fase di scrittura ma non ancora completata. Nessuna decisione ufficiale sarebbe stata presa prima dell’uscita del film il 24 aprile.
Graham King, produttore del biopic, ha risposto così durante un’intervista: “Ho pensato a qualche idea. Vedremo. Vedremo cosa succede”. Jaafar Jackson, dal canto suo, si è detto completamente disponibile a continuare a vestire i panni del Re del Pop.
Anche Adam Fogelson, presidente di Lionsgate Films, ha lasciato la questione in sospeso durante la première di lunedì scorso a Los Angeles: “Abbiamo sicuramente altre storie da raccontare. Ci siamo preparati per quel momento. E se il pubblico conferma di volerne ancora, siamo pronti a darglielo il prima possibile”.
Il problema che potrebbe bloccare tutto
Al di là dei risultati al botteghino, c’è un ostacolo molto più grande che pesa sulla possibilità concreta di un sequel di Michael. Se la storia dovesse proseguire, non avrebbe senso e non sarebbe onesto realizzare un biopic su Michael Jackson senza affrontare il racconto completo. Il punto è che la ragione per cui tutto ciò che riguarda le accuse di pedofilia è stato eliminato dal film ha a che fare con l’accordo legale raggiunto dopo la prima accusa, che includeva una clausola secondo la quale quei fatti non avrebbero mai potuto essere rappresentati in alcun progetto commerciale futuro. Un problema che resterebbe identico anche in una seconda pellicola.
“È un argomento delicato”, ha commentato un rappresentante di uno degli attori del film a proposito del possibile sequel.
