Le nuove regole della FIA per la Formula 1 sono finalmente arrivate, dopo settimane di attesa e riunioni tra i team. Il problema è che il risultato sembra tutto fuorché soddisfacente. Le modifiche al regolamento tecnico, pensate per migliorare lo spettacolo in pista dopo tre gare inaugurali piuttosto deludenti, appaiono come ritocchi superficiali che difficilmente cambieranno la sostanza di quanto visto finora. E c’è di più: insieme a queste piccole correzioni, è stato introdotto un meccanismo che potrebbe rendere la vita ancora più semplice a Mercedes, eliminando di fatto uno dei pochi punti deboli che rendevano le gare un minimo più imprevedibili.
Partiamo da quello che è stato effettivamente modificato. Sul fronte della qualifica, la FIA ha ridotto il recupero di energia da 8 a 7 megajoule. Una misura che, va detto, era già stata sperimentata a Melbourne e Suzuka senza produrre cambiamenti significativi. Inoltre, la potenza del cosiddetto superclipping è stata aumentata da 250 kW a 350 kW. Tradotto in termini comprensibili: le monoposto continueranno a perdere velocità in rettilineo durante i giri di qualifica, ma la perdita sarà più concentrata in un intervallo di tempo più breve. Per fare un esempio pratico, invece di scendere da 320 a 250 km/h in 3 secondi, lo faranno in circa un secondo e mezzo.
Per quanto riguarda la gara, il Boost è stato limitato a 150 kW. L’energia extra a disposizione dei piloti sarà dunque inferiore rispetto a prima. Fine delle modifiche pensate per migliorare lo spettacolo. Tutte approvate all’unanimità dai team. Ma il prezzo pagato per ottenere questo consenso unanime è quello che fa discutere di più.
Il sistema di rilevamento delle partenze lente: un regalo per Mercedes
Per far passare queste tre misure, la FIA ha dato il via libera anche a qualcosa di molto diverso: un sistema di rilevamento delle partenze deficitarie. In pratica, la Formula 1 introdurrà un meccanismo automatico che attiverà l’energia elettrica quando rileva che una monoposto sta partendo lentamente. L’obiettivo dichiarato è correggere le partenze problematiche, ma l’effetto pratico rischia di essere ben diverso.
Perché se c’era un punto in cui Mercedes soffriva davvero in questa stagione, erano proprio le partenze. La scuderia di Toto Wolff perdeva regolarmente posizioni al via rispetto a Ferrari e persino rispetto a McLaren, complicandosi notevolmente le gare. Con questo nuovo sistema, quel problema potrebbe semplicemente scomparire, eliminando uno degli ultimi elementi di incertezza nelle prime fasi di ogni Gran Premio.
Non è difficile immaginare che i team cercheranno di sfruttare questo meccanismo il prima possibile, anche in modi creativi. Il sistema verrà testato al Gran Premio di Miami e, se funzionerà come previsto, entrerà in vigore a tutti gli effetti a partire dal Gran Premio del Canada.
Modifiche che rischiano di peggiorare lo spettacolo invece di migliorarlo
Il quadro complessivo non è esattamente incoraggiante. Da un lato ci sono ritocchi tecnici minimi che difficilmente rivoluzioneranno quello che si vede in pista. Dall’altro, l’unica novità davvero sostanziale va a neutralizzare uno dei pochi momenti in cui la Formula 1 offriva ancora un po’ di imprevedibilità. Le partenze erano tra i passaggi più emozionanti di ogni gara, quelli in cui le gerarchie potevano saltare e le strategie venivano rimescolate. Con il nuovo sistema di correzione automatica, quel margine di caos potrebbe ridursi drasticamente, rendendo le prime curve ancora più prevedibili di quanto già non fossero.
