WhatsApp Plus è il nome del primo piano in abbonamento a pagamento della celebre app di messaggistica, e sta già iniziando a fare la sua comparsa. Il costo? 2,49 euro al mese. Una cifra che farà discutere parecchio, soprattutto considerando che per oltre un decennio la promessa era stata chiara: WhatsApp sarebbe rimasto gratuito per sempre. E in effetti lo resta, almeno nella sua versione base. Ma qualcosa sta cambiando, e vale la pena capire cosa succede davvero.
Cosa offre WhatsApp Plus e quanto costa
Partiamo da un punto fermo: messaggi, chiamate, crittografia end to end e tutte le funzioni quotidiane restano gratuite. Nessuno tocca nulla di quello che già esiste. WhatsApp Plus aggiunge funzionalità extra, pensate soprattutto per chi vive dentro l’app e vuole personalizzarla fino all’ultimo dettaglio.
Il piano include sticker esclusivi con animazioni a schermo intero, la possibilità di cambiare il colore dell’intera app (non solo i temi delle singole chat), e fino a 14 icone alternative tra cui scegliere: dal design minimalista fino a opzioni con effetto nebulosa, purpurina o un viola sfumato piuttosto vistoso. Il limite delle chat fissate sale da 3 a 20, si possono applicare temi e impostazioni di notifica in blocco a tutta la lista delle conversazioni, e arrivano anche dieci suonerie diverse per le chiamate.
Tutto questo per 2,49 euro al mese. La domanda che sorge spontanea è se queste aggiunte valgano davvero quel prezzo, e la risposta dipende molto dal tipo di utilizzo che ciascuno fa dell’app. Chi usa WhatsApp solo per organizzare la cena del fine settimana probabilmente troverà la spesa del tutto superflua. Chi invece passa ore nell’app e ama la personalizzazione potrebbe trovare un certo appeal nell’offerta.
Chi può già abbonarsi e chi dovrà aspettare
Al momento il rilascio è molto graduale. WhatsApp Plus sta arrivando solo a un gruppo ristretto di utenti nella beta di Android. La versione per iOS è nei piani, ma senza una data confermata. Questo significa che chi possiede un iPhone, per ora, non deve preoccuparsi della questione. Prima il piano dovrà raggiungere tutti gli utenti Android nei vari Paesi, e solo in un secondo momento approderà su iOS. Conoscendo i tempi di WhatsApp, si parla facilmente di uno o due anni.
E non è una mossa isolata. Meta sta applicando la stessa strategia su più fronti. Anche Instagram Plus, un altro piano a pagamento attualmente in fase di test in alcuni mercati, offre funzioni come la visualizzazione anonima delle storie, la possibilità di estenderne la durata a 48 ore e l’accesso a statistiche sulle riproduzioni. Il costo si aggira intorno a 1 o 2 euro al mese.
L’era del tutto gratis è finita?
Chi ha un po’ di memoria ricorderà quando WhatsApp si acquistava sull’App Store per 0,89 euro. Una cifra ridicola, che venne eliminata nel 2014 quando Meta acquisì l’app promettendo che sarebbe stata gratuita per sempre. Dodici anni dopo quella promessa tecnicamente regge ancora, perché nessuno obbliga nessuno a pagare. Le funzioni fondamentali non cambiano. Ma il messaggio è abbastanza chiaro: l’epoca di WhatsApp completamente gratuito e senza asterischi è ormai un ricordo.
