Il fotovoltaico continua a macinare numeri importanti in Italia. Nei primi tre mesi del 2026, la produzione da energia solare ha toccato quota 4 miliardi di kWh, segnando un balzo del 17,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un dato che arriva direttamente dal report di Terna sui consumi elettrici nazionali, pubblicato proprio in questi giorni, e che conferma una tendenza ormai consolidata: il solare è il segmento più dinamico tra le fonti pulite del paese.
L’incremento è legato in buona parte all’aumento della capacità installata, cresciuta di 1.439 MW soltanto da gennaio. Parliamo di nuovi impianti fotovoltaici che si sono aggiunti alla rete in appena tre mesi, contribuendo a spingere verso l’alto la quota complessiva delle fonti rinnovabili, che nel trimestre hanno coperto il 39,3% del fabbisogno elettrico italiano. Un dato significativo, anche se ancora lontano dagli obiettivi europei di lungo periodo.
Fabbisogno elettrico in aumento nonostante le tensioni geopolitiche
Il quadro generale racconta un’Italia che consuma più elettricità. A marzo 2026, il fabbisogno elettrico nazionale è salito del 2,8% rispetto a marzo 2025, raggiungendo i 26,5 miliardi di kWh. E se si guarda all’intero primo trimestre, la crescita complessiva è stata del 3% su base annua. Tutto questo in un contesto tutt’altro che sereno, con le difficoltà derivanti dallo scoppio della guerra in Medio Oriente e la conseguente impennata dei prezzi dell’energia che hanno pesato non poco sul settore.
Guardando il dato di marzo più da vicino, va detto che il mese ha beneficiato di un giorno lavorativo in più rispetto al 2025, mentre la temperatura media è rimasta sostanzialmente in linea con quella dell’anno precedente. Applicando le correzioni del caso, la crescita reale del fabbisogno si attesta intorno al 2%. Non un numero esplosivo, ma comunque in territorio positivo.
Sud e isole trainano la crescita dei consumi
Interessante anche la distribuzione geografica dell’aumento. Il Nord Italia ha registrato una crescita dell’1,9%, il Centro del 3,1%, mentre il dato più vivace arriva dal Sud e dalle isole, dove i consumi sono saliti del 4,6%. Una differenza che può dipendere da diversi fattori, tra cui le dinamiche produttive locali e le condizioni climatiche specifiche di ciascuna area.
Il fotovoltaico, in questo scenario, gioca un ruolo sempre più rilevante. Quella crescita del 17,1% nel primo trimestre 2026 non è un dato isolato, ma si inserisce in un trend di espansione che ormai va avanti da diversi anni. La nuova capacità installata nei primi mesi dell’anno lascia pensare che, se il ritmo dovesse mantenersi, il 2026 potrebbe chiudersi con numeri record per il solare italiano. Terna, nel suo report, sottolinea come le fonti rinnovabili stiano progressivamente guadagnando terreno nella copertura del fabbisogno, con il fotovoltaico che fa da locomotiva principale in questa fase.
