La notizia è di quelle che possono davvero cambiare le abitudini di milioni di persone. Le batterie sostituibili stanno per tornare sugli smartphone, anche se in una forma diversa da quella che forse qualcuno ricorda. L’Unione Europea ha infatti approvato una nuova normativa che, a partire dal 2027, obbligherà tutti i produttori a vendere telefoni con batterie che gli utenti potranno cambiare da soli, a casa, usando strumenti semplici. Niente attrezzi professionali, niente centri assistenza obbligatori. Un passaggio importante, che arriva dopo un’altra regola già in vigore dal giugno 2025, quella che impone ai marchi di garantire pezzi di ricambio e supporto alle riparazioni fino a 10 anni.
Attenzione, però: non si parla di un ritorno ai tempi delle cover rimovibili con la batteria che si sfilava in due secondi. La direzione è un’altra, una specie di via di mezzo. L’obiettivo della direttiva europea è rendere la sostituzione della batteria un’operazione fattibile per chiunque, senza dover portare lo smartphone in laboratorio o acquistare kit di riparazione specialistici. Un concetto diverso, più moderno, ma con lo stesso spirito pratico.
Cosa cambia concretamente per chi produce smartphone
La normativa impone ai produttori di ripensare in modo profondo la progettazione dei dispositivi. Tra i requisiti previsti ci sono batterie meno soggette a degrado nel tempo, componenti disponibili per diversi anni dopo la commercializzazione e, soprattutto, la possibilità concreta di riparare il telefono senza attrezzature specifiche. Già con la prima fase delle regole, entrata in vigore a giugno 2025, gli smartphone venduti nell’Unione Europea devono rispettare criteri più severi in termini di resistenza e durabilità. I marchi, inoltre, non possono più bloccare l’accesso ai servizi di riparazione indipendenti, una pratica che in passato era piuttosto diffusa.
Dal febbraio 2027 le cose si faranno ancora più stringenti. I dispositivi dovranno essere progettati per consentire la sostituzione autonoma della batteria con strumenti base. Le batterie, poi, dovranno garantire almeno l’80% della capacità originale dopo 800 cicli di ricarica. Non è un dettaglio da poco: significa che un telefono usato normalmente per un paio d’anni dovrà ancora offrire prestazioni energetiche più che dignitose. I produttori saranno anche obbligati a rendere pubblici i manuali di riparazione, così che chiunque possa consultarli liberamente.
Le regole UE sulle batterie sostituibili avranno effetti su scala globale
Uno degli aspetti più interessanti di questa normativa è che il suo impatto non si fermerà ai confini europei. È molto probabile, infatti, che le nuove regole sulle batterie sostituibili finiscano per influenzare l’intero mercato mondiale degli smartphone. Il motivo è semplice e ha a che fare con i costi: per i produttori non ha senso, dal punto di vista economico, realizzare versioni differenti dello stesso dispositivo per aree geografiche diverse. Se un telefono deve rispettare certi standard per essere venduto in Europa, con tutta probabilità quello stesso design verrà adottato anche per i mercati di altri continenti. Questo significa che le scelte regolatorie dell’Unione Europea potrebbero avere ricadute concrete anche su chi vive al di fuori dei suoi confini, rendendo gli smartphone più sostenibili e durevoli praticamente ovunque.
