La strategia EV dei grandi costruttori automobilistici sta prendendo direzioni radicalmente diverse, e il quadro che ne emerge è tutto fuorché uniforme. Quasi ogni casa automobilistica è stata costretta a fare i conti con la realtà del mercato elettrico, tra domanda altalenante e costi in crescita. Alcune aziende vanno avanti con convinzione, altre stanno facendo marcia indietro su piani che fino a poco tempo fa sembravano scolpiti nella pietra.
Il dato di fatto è che il settore si trova a un bivio. Ci sono costruttori che hanno già abbandonato o posticipato progetti legati ai veicoli elettrici, rendendosi conto che la crescita che si aspettavano non era poi così vicina. E poi ci sono quelli che invece raddoppiano la posta, cogliendo il momento in cui la concorrenza tira il fiato per provare a guadagnare terreno.
Toyota e la rivincita della pazienza
Toyota è una delle aziende che continua a spingere sull’acceleratore. Entro la fine dell’anno lancerà quattro modelli elettrici negli Stati Uniti, tra cui bZ, bZ Woodland, C-HR e un Highlander EV a tre file di sedili. Analisti di iSeeCars e Edmunds hanno espresso un giudizio positivo sull’approccio di Toyota. Per anni, la casa giapponese era stata criticata per la sua lentezza nell’abbracciare l’elettrico puro, eppure proprio quell’approccio misurato sembra averla messa in una posizione di vantaggio. Il mix equilibrato tra ibride, auto a benzina e veicoli elettrici accumulato nel tempo sta iniziando a dare i suoi frutti, perché consente a Toyota di essere flessibile mentre il mercato si riassesta. Una lezione di strategia che, col senno di poi, appare piuttosto lungimirante.
Chi frena e chi ripensa tutto
Dall’altra parte c’è Honda, che ha rappresentato probabilmente il cambio di rotta più significativo nel panorama EV. La casa giapponese ha cancellato diversi modelli elettrici futuri, virando verso le ibride. Questa scelta comporta un impatto finanziario, ma Honda ritiene sia la decisione più prudente nel breve periodo, dato che la domanda di veicoli elettrici non si è ancora stabilizzata.
Stellantis sta seguendo la stessa strada: ha cancellato il pickup elettrico Ram e posticipato altri piani EV in Europa. Ford e General Motors non stanno abbandonando l’elettrico, però stanno razionalizzando la produzione per adeguarla alla domanda reale, evitando di sovraccaricare il mercato troppo presto. Non si tratta di rinunciare, ma di calibrare i tempi.
Nel frattempo, Volkswagen ha cancellato la produzione della ID.4, il crossover elettrico assemblato negli Stati Uniti. A parte il minivan ID. Buzz, non ci sono piani per espandere la gamma EV di VW sul mercato americano nei prossimi due anni. Mercedes-Benz, invece, intende ancora portare nuovi veicoli elettrici negli Stati Uniti, ma il suo approccio continuerà a integrare anche opzioni a benzina e ibride. Secondo gli analisti del settore, queste strade così diverse si riducono alla situazione specifica di ogni azienda. Alcune hanno le riserve finanziarie per continuare a investire nella transizione elettrica, mentre altre preferiscono risparmiare ed evitare di accumulare ulteriori perdite.
