Stancer, la fintech per i pagamenti digitali nata all’interno del Gruppo Iliad, ha ufficialmente fatto il suo ingresso in Italia. Ed è una mossa tutt’altro che casuale: il mercato italiano è stato scelto come primo passo per l’espansione europea della società, che in Francia opera già da alcuni anni con un modello di business costruito interamente su tecnologia proprietaria e infrastruttura europea.
Come funziona Stancer e a chi si rivolge
L’annuncio è arrivato il 15 aprile 2026, poco meno di un mese dopo lo sbarco in Italia di Scaleway, altra realtà del Gruppo Iliad dedicata al cloud e all’intelligenza artificiale, entrata nel mercato il 19 marzo 2026. Stancer è un operatore di pagamenti digitali che offre soluzioni omnicanale: pagamenti online per l’eCommerce e pagamenti in negozio tramite smartphone, grazie alla tecnologia Tap to Pay.
L’offerta è pensata soprattutto per piccole e medie imprese, liberi professionisti, piccoli commercianti e operatori eCommerce. Niente commissioni fisse, niente abbonamenti, niente contratti a lungo termine. Stancer punta su un approccio che la stessa azienda definisce basato su “semplicità, accessibilità, trasparenza e assenza di vincoli”, con prezzi dichiarati competitivi, un processo di onboarding rapido e la gestione dei pagamenti da un’unica piattaforma.
A guidare Stancer Italia c’è Alberto Rescigno, nominato Direttore Generale, con il compito di consolidare la presenza dell’azienda nel mercato italiano e costruire progressivamente un team locale. La strategia prevede l’attivazione di partnership con banche, associazioni di categoria, piattaforme tecnologiche e altri operatori dell’ecosistema dei pagamenti.
Perché proprio l’Italia
George Owen, CEO di Stancer, ha spiegato che dietro l’espansione in Italia ci sono la solidità del Gruppo Iliad e l’allineamento al quadro normativo europeo. La tecnologia di pagamento è stata sviluppata internamente ed è controllata direttamente dall’azienda, mentre l’infrastruttura poggia sui data center del Gruppo. Tutti i dati restano in Europa, in piena conformità con il GDPR. Owen ha aggiunto che oggi Stancer è in grado di elaborare oltre 250.000 transazioni al giorno, più di 7,6 milioni di pagamenti ricorrenti ogni mese e oltre 1,7 miliardi di euro incassati dai clienti in un anno.
Rescigno, dal canto suo, ha sottolineato come l’Italia rappresenti un mercato particolarmente attraente. Le micro, piccole e medie imprese costituiscono il 99,9% di tutte le attività del settore non finanziario, secondo stime per il 2024 elaborate dal JRC sulla base di dati provenienti da banche dati nazionali ed Eurostat. Si tratta di un segmento che spesso non trova risposte adeguate nelle offerte tradizionali, pensate per grandi operatori e basate su canoni fissi e impegni contrattuali poco flessibili. Stancer vuole inserirsi proprio in questo spazio, offrendo servizi che si adattano anche a volumi di fatturato irregolari o legati alla stagionalità.
I numeri dei pagamenti digitali in Italia
A supporto della scelta strategica, Stancer ha richiamato i dati dell’ultima edizione di Community Cashless Society 2026 (Ambrosetti TEHA Group). Il quadro che ne emerge è quello di un Paese che ha accelerato parecchio sulla digitalizzazione: dal 2015 a oggi le transazioni cashless hanno raggiunto un valore superiore ai 500 miliardi di euro, pari al 46,5% del consumo totale degli italiani. A partire dal 2024, il settore ha generato 17,7 miliardi di euro di ricavi, 9,4 miliardi di euro di valore aggiunto e 34.600 posti di lavoro. Con gli attuali tassi di crescita, l’Indice stima che entro il 2030 potrebbero essere generati ulteriori 27,5 miliardi di euro. Se l’Italia dovesse allinearsi ai Paesi europei con le migliori performance, il potenziale complessivo del settore dei pagamenti digitali potrebbe arrivare a toccare i 123 miliardi di euro.
