Il pane potrebbe far aumentare di peso anche quando non si mangiano più calorie del solito. Sembra una contraddizione, eppure è esattamente quello che ha scoperto un gruppo di ricercatori della Osaka Metropolitan University, guidato dal professor Shigenobu Matsumura. Lo studio, pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition & Food Research ad aprile 2026, ha analizzato il comportamento alimentare e il metabolismo di alcuni topi esposti a cibi ricchi di carboidrati come pane, farina di frumento e farina di riso. I risultati ribaltano diverse convinzioni consolidate su come funziona davvero l’aumento di peso legato ai carboidrati.
Per decenni la ricerca scientifica si è concentrata soprattutto sui grassi come principale responsabile dell’obesità. Ed è per questo che la maggior parte degli studi sugli animali ha sempre utilizzato diete ad alto contenuto di grassi. Ma alimenti come pane, riso e pasta vengono consumati quotidianamente in tutto il mondo, e il loro ruolo nel metabolismo non era mai stato indagato così a fondo. Molte persone credono che il pane faccia ingrassare o che i carboidrati vadano limitati, ma fino a oggi non era chiaro se il problema fosse negli alimenti stessi oppure nel modo in cui vengono scelti e consumati.
Come è stato condotto lo studio e cosa hanno osservato i ricercatori
Il team ha diviso i topi in diversi gruppi alimentari: alcuni ricevevano solo il mangime standard, altri potevano scegliere tra mangime standard e pane, farina di frumento o farina di riso, altri ancora seguivano una dieta ad alto contenuto di grassi combinata con mangime standard oppure con farina di frumento. I ricercatori hanno monitorato le variazioni di peso corporeo, il dispendio energetico, i metaboliti nel sangue e l’espressione genica nel fegato.
Il dato più sorprendente è che i topi hanno mostrato una fortissima preferenza per i cibi ricchi di carboidrati, abbandonando completamente il mangime standard. Nonostante l’apporto calorico totale non fosse aumentato in modo significativo, sia il peso corporeo che la massa grassa sono cresciuti. I topi che consumavano farina di riso ingrassavano in modo simile a quelli nutriti con farina di frumento. Curiosamente, i topi che seguivano una dieta ad alto contenuto di grassi combinata con farina di frumento ingrassavano meno rispetto a quelli con dieta grassa e mangime standard.
“Questi risultati suggeriscono che l’aumento di peso potrebbe non dipendere da effetti specifici del frumento, ma piuttosto da una forte preferenza per i carboidrati e dai cambiamenti metabolici associati”, ha dichiarato il professor Matsumura.
Non si mangia di più, si brucia di meno: il meccanismo nascosto
Utilizzando la calorimetria indiretta con analisi dei gas respiratori, il team ha scoperto che l’aumento di peso non era causato da un eccesso alimentare, ma da una riduzione del dispendio energetico. In pratica, il corpo dei topi bruciava meno energia. Le analisi hanno inoltre rivelato livelli più alti di acidi grassi nel sangue e livelli più bassi di aminoacidi essenziali. Nel fegato si è osservato un accumulo maggiore di grasso, insieme a una maggiore attività dei geni legati alla produzione di acidi grassi e al trasporto dei lipidi.
Un elemento particolarmente interessante: quando la farina di frumento è stata eliminata dalla dieta, sia il peso corporeo che le anomalie metaboliche sono migliorati rapidamente. Questo suggerisce che allontanarsi da un’alimentazione troppo sbilanciata verso il pane e i carboidrati raffinati, a favore di una dieta più equilibrata, potrebbe aiutare a regolare meglio il peso.
Il professor Matsumura ha anticipato i prossimi passi della ricerca: “Prevediamo di spostare il focus sugli esseri umani per verificare in che misura i cambiamenti metabolici identificati in questo studio si applichino alle reali abitudini alimentari”. Il team intende anche studiare come fattori quali cereali integrali, alimenti ricchi di fibre, le combinazioni con proteine e grassi, i metodi di lavorazione e i tempi di consumo influenzino le risposte metaboliche all’assunzione di carboidrati.
