Il mercato smartphone globale ha subito una brusca frenata nel primo trimestre del 2026, interrompendo una striscia positiva che durava da ben dieci trimestri consecutivi. Le spedizioni complessive hanno fatto registrare una contrazione del 4,1%, per un totale di 289,7 milioni di unità. Secondo i dati IDC, si tratta di un segnale piuttosto chiaro di quello che potrebbe riservare il resto dell’anno: aumenti di prezzo, disponibilità limitata delle memorie e una crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente sono i fattori che pesano di più sullo scenario attuale.
Il dato più interessante, però, riguarda la classifica dei primi cinque produttori mondiali. Perché dentro quella top 5, soltanto due nomi sono riusciti a chiudere il trimestre con il segno positivo: Samsung e Apple. Entrambe hanno potuto contare su una maggiore capacità di influenzare i propri fornitori e su un posizionamento forte nel segmento premium, che in questo momento sembra essere quello meno esposto alla crisi.
Samsung ha chiuso il primo trimestre 2026 con 62,8 milioni di smartphone spediti, guadagnando una quota del 21,7% e segnando un incremento del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gran parte del merito va al successo di Galaxy S26 Ultra, disponibile in tutto il mondo dall’11 marzo. Apple, dal canto suo, ha raggiunto 61,1 milioni di unità spedite (quota del 21,1%) con una crescita del 3,3%, trainata soprattutto dalle ottime vendite di iPhone 17, che nella sola Cina ha fatto segnare un +30%.
Xiaomi, OPPO e vivo in difficoltà: i numeri del calo
Chi invece ha sofferto, e parecchio, sono le tre aziende cinesi che completano la top 5. Xiaomi resta al terzo posto ma con il calo più pesante del gruppo: le spedizioni sono scese a 33,8 milioni di unità, pari a una quota dell’11,7%, con una variazione annua del 19,1% in negativo. Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando quanto il brand fosse cresciuto nei trimestri precedenti.
OPPO ha contenuto i danni grazie al buon andamento delle spedizioni in Cina, anche in sinergia con realme, ma sul mercato internazionale le perdite si sono fatte sentire: 30,7 milioni di unità spedite, quota del 10,6% e un calo del 9,9%. Vivo ha chiuso con 21,2 milioni di smartphone e una flessione del 6,8%, riuscendo però ad assottigliare il divario da OPPO grazie ai risultati ottenuti nei mercati cinese e indiano.
Fuori dalla top 5, qualche segnale positivo c’è stato. Lenovo, Huawei e Honor hanno tutte registrato una crescita. Honor, in particolare, ha messo a segno un impressionante +24% nelle spedizioni, il dato migliore tra i primi dieci produttori al mondo.
Un anno complicato, soprattutto per i mercati emergenti
Il quadro generale racconta di un 2026 che si preannuncia complicato per l’intero settore. La crisi del mercato smartphone sarà meno evidente nei Paesi dove prevalgono i modelli premium, come gli Stati Uniti, ma colpirà con più forza i mercati emergenti, dove la diffusione di dispositivi di fascia bassa e medio bassa è molto più ampia. Anthony Scarsella di IDC ha spiegato che il crescente costo dei componenti di memoria rappresenterà una sfida ben maggiore rispetto a quella causata dalla pandemia di oltre cinque anni fa.
