La crisi dei chip continua a mietere vittime nel mondo tech, e stavolta è il turno dei visori di realtà virtuale targati Meta. I listini di Meta Quest negli Stati Uniti sono stati ritoccati verso l’alto, con aumenti che colpiscono sia il modello più accessibile sia quello di fascia superiore. Una notizia che non sorprende più di tanto, visto il periodo, ma che pesa eccome se si guarda alle percentuali.
Partiamo dai numeri concreti. Quest 3S nella versione da 128 GB passa da circa 280 euro a circa 325 euro, con un incremento del 15,8%. La variante da 256 GB sale da circa 370 euro a circa 420 euro, ovvero un +11,7%. Ma il colpo più pesante lo incassa Quest 3, che passa da circa 465 euro a circa 560 euro, segnando un aumento del 18,2%. A prima vista 50 o 85 euro in più possono sembrare cifre gestibili, soprattutto se paragonate ai 424 euro di rincaro applicati da Microsoft su alcuni Surface. Però le proporzioni raccontano un’altra storia: parliamo di dispositivi che costano una frazione rispetto a un laptop, quindi in termini percentuali l’impatto è decisamente più marcato. Da chiarire che in questo caso i prezzi sono valutati al cambio in euro.
Anche il ricondizionato ne risente
La situazione non migliora nemmeno per chi puntava sul mercato ricondizionato. Quest 3 ricondizionato arriva ora a circa 510 euro, che significa appena 50 euro di risparmio rispetto al nuovo. Prima dell’aumento il differenziale era molto più conveniente: si parla di circa 160 euro in più rispetto al vecchio prezzo del ricondizionato. Un dettaglio che rende questa opzione molto meno appetibile di quanto fosse fino a poco tempo fa. Per il momento, almeno, i prezzi degli accessori restano invariati. Il che ha senso, considerando che non contengono RAM né memoria di archiviazione, ovvero i componenti al centro di questa tempesta.
Meta tra causa e conseguenza della crisi
C’è un aspetto quasi paradossale in tutta questa vicenda. Meta attribuisce esplicitamente gli aumenti all’impennata dei costi di componenti critici come RAM e NAND, spiegando che l’adeguamento dei prezzi è necessario per continuare a sostenere lo sviluppo hardware e software della piattaforma Quest. Eppure Meta stessa contribuisce al problema: l’azienda ha ordinato migliaia e migliaia di GPU destinate ai propri datacenter dedicati all’intelligenza artificiale, alimentando quella domanda che fa lievitare i prezzi dei componenti.
