I robot militari ucraini stanno emergendo come protagonisti sempre più rilevanti nel conflitto tra Ucraina e Russia, affiancando i droni in un teatro di guerra che ha già ridefinito le regole dell’ingaggio moderno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che robot terrestri e droni sono riusciti a conquistare una posizione militare russa operando in autonomia, costringendo i soldati nemici alla resa. Se confermato, si tratterebbe di una pietra miliare nella storia della robotica bellica.
La dichiarazione di Zelenskyy non è stata verificata in modo indipendente, ma è stata accompagnata da un video promozionale in cui si afferma che i robot militari dell’Ucraina hanno completato oltre 22.000 missioni negli ultimi tre mesi. Il ministero della difesa ucraino ha inoltre segnalato un aumento di tre volte delle missioni con veicoli terrestri senza pilota negli ultimi cinque mesi, con più di 9.000 missioni robotiche condotte solo a marzo. Una crescita che segna un nuovo trend in una guerra ormai sinonimo di droni.
L’episodio a cui Zelenskyy farebbe riferimento sarebbe avvenuto nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nordorientale, lo scorso anno. La 3ª Brigata d’Assalto Separata ucraina ha descritto come l’unità abbia utilizzato droni volanti e robot terrestri “kamikaze” per attaccare posizioni russe fortificate in prima linea. Secondo il comunicato della brigata, alcuni soldati russi si sarebbero arresi a uno dei robot dopo aver abbandonato le fortificazioni danneggiate. Esistono già precedenti documentati in video di soldati russi che si arrendono a droni ucraini e persino a robot, quindi lo scenario non è così inverosimile come potrebbe sembrare.
Perché servono i robot: il campo di battaglia dominato dai droni
L’enfasi crescente sui robot da combattimento nasce da un dato di fatto brutale: i droni hanno reso il campo di battaglia moderno eccezionalmente letale per i soldati in carne e ossa. La sorveglianza persistente e gli attacchi con droni hanno creato una vera e propria “zona di morte” che si estende per circa 20 chilometri oltre le posizioni di prima linea, dato aggiornato a febbraio 2026. I singoli soldati sono costretti a restare al riparo oppure a muoversi solo di notte, sfruttando mantelli anti-termici o condizioni di nebbia per evitare di essere colpiti.
I droni stanno causando la maggioranza delle vittime su entrambi i fronti. Invece, il conflitto su larga scala entra nel quinto anno. I più recenti droni militari testati dall’Ucraina integrano software autonomo e capacità basate sull’intelligenza artificiale per tracciare e colpire bersagli anche in caso di perdita di comunicazione con gli operatori umani a causa del jamming nemico.
Rispetto ai droni, l’uso di robot terrestri resta ancora più contenuto: l’Ucraina registra migliaia di missioni robotiche al mese contro centinaia di migliaia di sortite con droni. Eppure i numeri più recenti indicano che l’esercito ucraino ha intensificato lo schieramento di robot per rifornimenti e evacuazioni mediche, riducendo così l’esposizione umana alle minacce aeree. Sempre più spesso, questi robot vengono impiegati anche in ruoli di combattimento, armati con mitragliatrici, lanciagranate, o configurati per esplodere come bombe mobili.
I limiti dei robot e la corsa tecnologica con la Russia
Un esempio concreto è il Droid TW 12.7, sviluppato dall’azienda ucraina DevDroid. Si tratta di un robot cingolato armato con una mitragliatrice M2 Browning montata su torretta telecomandata, capace di percorrere fino a circa 25 chilometri a una velocità paragonabile al passo di un adulto. L’operatore umano comunica con il robot via radio, e il sistema può sfruttare anche il servizio satellitare Starlink.
Tuttavia, i robot militari non sono invulnerabili. Possono essere abbattuti dai droni nemici e faticano a muoversi su terreni devastati dai combattimenti. Un vicecomandante di battaglione della 38ª Brigata Marina ucraina ha raccontato che i robot inviati per evacuare soldati feriti non sono riusciti a raggiungere le posizioni in quattro casi su cinque, proprio a causa di queste difficoltà. Come i droni, anche i robot soffrono i problemi legati alla perdita di segnale e alla guerra elettronica nemica. E gli sforzi ucraini non sono senza concorrenza. L’esercito russo ha aumentato analogamente l’impiego di robot in prima linea durante l’inverno tra il 2025 e il 2026.
Il comandante del 3° Corpo d’Armata ucraino ha suggerito che le unità militari che integrano un maggior numero di robot potrebbero ridurre i propri ranghi di fanteria fino al 30% entro la fine di quest’anno.