Il settore dell’autotrasporto in Italia è arrivato a un punto critico, e la parola che circola con insistenza è una sola: sciopero. Dopo le riunioni che si sono tenute in cento piazze italiane nell’ambito dell’iniziativa Unatras, il messaggio emerso è stato netto. Le imprese del trasporto su gomma, piccole, medie e grandi, chiedono tutte la stessa cosa: fermare tutto. Il motivo sta nei costi che sono diventati insostenibili, con la situazione che non sembra migliorare. La categoria è orientata verso un blocco totale del trasporto su gomma, e la tensione cresce giorno dopo giorno.
Le criticità che hanno portato a questo punto sono diverse e coinvolgono più attori della filiera. Da una parte ci sono fenomeni speculativi, segnalati anche dal Codacons, che generano introiti maggiorati per alcuni operatori e per l’erario, mentre le aziende di trasporto restano fortemente penalizzate. Dall’altra c’è il comportamento della committenza, definito “irresponsabile” dagli esponenti del settore. Secondo le denunce, questo atteggiamento starebbe causando una riduzione dei margini fino a 40 centesimi al litro. In pratica, chi commissiona i trasporti starebbe approfittando delle difficoltà degli autotrasportatori per aumentare i propri profitti, scaricando il peso su chi materialmente si occupa di movimentare le merci.
Il silenzio delle istituzioni e la data chiave del 17 aprile
A rendere tutto ancora più complicato c’è la percezione, molto diffusa tra le associazioni di categoria, di una sostanziale indifferenza da parte del Governo. Il ministro Urso ha dichiarato che l’esecutivo avrebbe già preso decisioni a favore del comparto, ma le associazioni rispondono di non essere a conoscenza di alcun provvedimento concreto. Anzi, lamentano la mancata attivazione di un tavolo di confronto. Nessun dialogo vero, nessuna misura tangibile.
Paolo Uggè, Presidente FAI e coordinatore di Unatras, ha sottolineato come questa situazione di incertezza rischi di ricadere pesantemente sull’intero sistema Paese. Non si parla solo di autotrasportatori, ma di una catena che tocca la distribuzione delle merci su scala nazionale. Quando il trasporto su gomma si ferma, le conseguenze si sentono ovunque: nei supermercati, nelle fabbriche, nei cantieri.
La giornata decisiva sarà venerdì 17 aprile, quando il Comitato esecutivo nazionale di Unatras si pronuncerà sulla questione del fermo dei servizi e sull’avvio delle procedure formali per il blocco nazionale dell’autotrasporto. Quella data rappresenta uno snodo fondamentale, perché da lì dipenderà se lo sciopero diventerà realtà a livello nazionale oppure se ci sarà ancora spazio per una trattativa.
