Quando anime e fantascienza si incontrano, il risultato può essere qualcosa di davvero speciale. È successo con classici come Akira nel 1988 o Ghost in the Shell nel 1995, e succede ancora oggi con produzioni che sanno unire animazione e immaginazione in modi sorprendenti. Tra queste, Pluto è forse una delle gemme più luminose disponibili su Netflix: otto episodi, una valutazione praticamente perfetta da parte del pubblico e una storia che affonda le radici in uno dei manga più celebrati degli ultimi decenni.
Pluto racconta il misterioso assassinio dei sette robot più avanzati del mondo e dei loro alleati umani. Al centro della vicenda c’è Gesicht, un robot detective di Europol, impegnato a indagare su una serie di omicidi che condividono un inquietante schema comune: tutte le vittime vengono ritrovate con oggetti che imitano delle corna posizionati sulla testa. Il caso si complica ulteriormente quando le prove iniziano a puntare verso un robot come presunto responsabile, il che lo renderebbe il primo robot assassino in otto anni. Una premessa che da sola basta a tenere incollati allo schermo.
Pluto su Netflix: dal manga di Naoki Urasawa ad Astro Boy
La serie è basata sul manga di Naoki Urasawa e Takashi Nagasaki, che a sua volta prende ispirazione dall’arco narrativo “Il robot più grande della Terra” di Astro Boy, opera leggendaria di Osamu Tezuka. Nel giugno 2017 Studio M2 annunciò di essere al lavoro su un adattamento animato, ma il progetto si fece attendere parecchio. Urasawa rimase coinvolto come consulente creativo, Shigeru Fujita si occupò del design dei personaggi in qualità di direttore supervisore dell’animazione e Yugo Kanno compose le musiche.
Passarono ben sei anni dall’annuncio iniziale prima che Pluto diventasse realtà e approdasse su Netflix nel 2023. Ma l’attesa, a giudicare dalla qualità del prodotto finale, ne è valsa decisamente la pena.
Otto episodi che non lasciano mai un attimo di respiro
In Pluto la trama principale, quella dell’indagine del detective Gesicht, si intreccia con storie parallele che esplorano l’universo ricchissimo creato da Urasawa. Le macchine si sono integrate nella società con ogni tipo di ruolo: poliziotti, assistenti, perfino tate. E sia il manga che l’anime si prendono il tempo necessario per dare profondità a questi personaggi artificiali. Ne emergono sogni, paure, traumi. Il risultato è che lo spettatore finisce per guardare ai cyborg con un’empatia che non ci si aspetterebbe, e questa rete emotiva sostiene il vero cuore della serie: il dramma poliziesco e l’investigazione centrale.
Gli otto episodi hanno una durata che oscilla tra i 55 e i 71 minuti ciascuno, decisamente più lunga rispetto a un anime standard. Eppure, nonostante si tratti quasi di un’ora a puntata, il ritmo della narrazione non cala mai. La storia non stanca, anzi: ogni episodio lascia quella voglia di sapere qualcosa in più sul mondo del detective Gesicht e sui misteri che lo circondano. Pluto è disponibile su Netflix con tutti e otto gli episodi già pronti per essere guardati, il che rende la maratona praticamente inevitabile.
