Le truffe telefoniche e le chiamate moleste sono da anni una piaga quotidiana per milioni di persone. Squilli a tutte le ore, operatori insistenti, contratti attivati in modo poco trasparente: uno scenario che chiunque abbia un telefono conosce fin troppo bene. Ora però qualcosa potrebbe davvero cambiare. Il Senato ha approvato un decreto che punta a limitare in modo concreto le chiamate commerciali non richieste e, soprattutto, a rendere nulli i contratti ottenuti senza il consenso esplicito dell’utente. Una novità che, sulla carta, ha il potenziale per essere molto più incisiva rispetto ai tentativi fatti in passato.
Cosa prevede il nuovo decreto sulle chiamate commerciali
Il cuore del provvedimento ruota attorno a due punti fondamentali. Il primo riguarda la limitazione delle chiamate commerciali non richieste, quelle che arrivano senza che chi riceve abbia mai dato alcun tipo di autorizzazione. Il secondo, forse ancora più rilevante dal punto di vista pratico, stabilisce che qualsiasi contratto stipulato in assenza di un consenso esplicito e verificabile da parte del consumatore sarà considerato nullo. Questo significa che non basterà più una registrazione ambigua o un sì strappato con l’inganno durante una telefonata. Se il consenso non è chiaro e documentato, il contratto semplicemente non ha valore.
Per chi ha subìto attivazioni non volute di servizi, cambi di operatore mai richiesti o proposte commerciali trasformate in contratti vincolanti senza una reale accettazione, si tratta di un cambio di passo significativo. Le truffe telefoniche, infatti, si basano spesso proprio su meccanismi di questo tipo: approfittare della confusione o della fretta dell’interlocutore per ottenere un’adesione che poi diventa difficile da contestare.
Questa volta potrebbe funzionare davvero
Chi segue la questione delle chiamate moleste sa bene che non è la prima volta che si prova a mettere un freno al fenomeno. Il Registro delle Opposizioni, per esempio, esiste già da tempo, eppure le telefonate indesiderate non si sono mai fermate del tutto. Molti call center, soprattutto quelli che operano in modo poco regolare, hanno continuato a chiamare ignorando le liste di esclusione, rendendo lo strumento meno efficace di quanto ci si aspettasse.
Quello che rende questo decreto potenzialmente diverso è l’approccio alla radice del problema. Non si limita a dire “non chiamate queste persone”, ma agisce sulle conseguenze economiche delle chiamate stesse. Se un contratto ottenuto senza consenso esplicito è automaticamente nullo, viene meno il principale incentivo che alimenta le truffe telefoniche e il telemarketing aggressivo. Chiamare qualcuno per proporgli qualcosa diventa molto meno conveniente se poi quel contratto può essere annullato senza troppi passaggi burocratici.
