Una molotov è stata lanciata contro la casa di Sam Altman, il CEO di OpenAI, nel cuore della notte a San Francisco. L’episodio è avvenuto attorno alle 4 del mattino di venerdì, nel quartiere di North Beach, e ha portato all’arresto di un giovane di vent’anni nel giro di circa un’ora. Un fatto che ha scosso non poco il mondo della tecnologia e che ha spinto lo stesso Altman a intervenire pubblicamente.
Secondo quanto comunicato dal dipartimento di polizia di San Francisco, gli agenti sono arrivati sul posto dopo una segnalazione di incendio. Una volta raggiunta l’abitazione, hanno accertato che qualcuno aveva lanciato un ordigno incendiario contro il cancello esterno della proprietà di Sam Altman. Nessuna persona è rimasta ferita nell’attacco, un dettaglio che le autorità hanno confermato fin da subito.
Il sospettato si era allontanato a piedi subito dopo il lancio della molotov. Circa un’ora più tardi, però, la polizia è intervenuta in un’altra zona della città per una nuova segnalazione: un uomo stava minacciando di dare fuoco a un edificio, che si è poi rivelato essere proprio la sede di OpenAI. Le forze dell’ordine hanno collegato rapidamente i due episodi e hanno proceduto con l’arresto.
La reazione di OpenAI e il messaggio pubblico di Sam Altman
Con una nota ufficiale, OpenAI ha confermato l’accaduto, ringraziando le autorità per la rapidità dell’intervento e ribadendo che nessuno è rimasto coinvolto fisicamente. L’azienda non ha aggiunto ulteriori dettagli sull’identità del sospettato o sulle motivazioni dietro il gesto.
Il giorno successivo, sabato, Sam Altman ha deciso di esporsi in prima persona con un messaggio pubblicato sul proprio blog. Nel testo, il CEO di OpenAI ha descritto l’aggressione subita e ha condiviso alcune riflessioni sulle conseguenze del clima attuale che circonda il mondo dell’intelligenza artificiale, un clima che, come lo stesso Altman ha sottolineato, sta diventando letteralmente incendiario.
L’attacco alla casa di Sam Altman rappresenta uno degli episodi più eclatanti di tensione fisica legata al settore tecnologico degli ultimi tempi. Il fatto che il sospettato abbia preso di mira sia l’abitazione privata del CEO sia la sede di OpenAI nel giro di pochissimo tempo ha reso evidente, almeno agli occhi delle forze dell’ordine, una connessione diretta tra i due eventi. L’arresto è avvenuto senza ulteriori complicazioni e al momento non sono stati resi noti altri dettagli sulle accuse formali mosse nei confronti del ventenne fermato.

