Portare i vecchi smartphone al supermercato mentre si fa la spesa e trasformarli in risorse da recuperare. Sembra una di quelle idee semplici che però nessuno mette mai in pratica, e invece COOP Lombardia lo sta facendo con risultati che parlano da soli. Il progetto si chiama “Piccoli RAEE, grande COOP” ed è nato dalla collaborazione tra Erion WEEE, INRES COOP e COOP Lombardia. Dopo una fase sperimentale che è andata decisamente oltre le aspettative, ora si prepara a estendersi in nuovi punti vendita. Ed è anche uno dei motivi per cui la raccolta dei piccoli RAEE in Italia sta crescendo.
Il meccanismo è semplice e pratico: i cittadini possono consegnare gratuitamente apparecchiature elettroniche sotto i 25 centimetri, come smartphone, tablet e auricolari, senza nessun obbligo di acquisto. Non serve comprare nulla, basta passare dal punto di raccolta. Una comodità tutt’altro che scontata, considerando che la grande distribuzione al momento non è obbligata per legge a predisporre postazioni di questo tipo. L’idea di fondo è rendere la consegna dei piccoli RAEE un gesto quotidiano, qualcosa di naturale da fare mentre si riempie il carrello. Il supermercato, che è per definizione il luogo del consumo, diventa così anche un punto di recupero. Un ribaltamento interessante, a pensarci bene.
Numeri della fase sperimentale e nuovi punti vendita coinvolti
E i numeri confermano che la direzione è quella giusta. In soli cinque mesi di attività, i cittadini hanno conferito oltre 2,7 tonnellate di piccoli rifiuti elettrici ed elettronici. Per dare un’idea concreta, si tratta di un peso equivalente a quello di un minibus. Tra i centri più virtuosi spiccano Pavia con 796 kg e Lodi con 772 kg, che da soli hanno superato quota 1.500 kg di materiale raccolto. Segue Treviglio con 464 kg. Risultati che hanno convinto gli organizzatori ad allargare il raggio d’azione del progetto.
Le nuove postazioni di raccolta dei vecchi smartphone e degli altri piccoli RAEE saranno attivate a Busto Garolfo, Novate Milanese, Parabiago, Trescore Balneario e Voghera. Queste si aggiungono ai presidi già operativi di Brescia, Legnano, Lodi, Pavia e Treviglio. Un’espansione che copre in modo sempre più capillare il territorio lombardo e che punta a intercettare quei vecchi smartphone, tablet e auricolari che troppo spesso finiscono dimenticati in qualche cassetto invece di essere avviati al corretto riciclo dei rifiuti elettronici.
