La vicenda di una self-driving car che ha investito e ucciso un’anatra nei pressi di Austin, in Texas, sta facendo discutere parecchio. E non solo per il fatto in sé, ma per le circostanze. L’animale non era un’anatra qualsiasi: era conosciuto da tutto il quartiere, aveva scelto il vaso di un ristorante italiano come nido ed era diventato una specie di mascotte locale. Il veicolo autonomo coinvolto appartiene alla flotta di Avride, una delle aziende attive nel settore della guida senza conducente.
Cosa è successo?
La notizia è venuta fuori inizialmente da un gruppo Facebook cittadino, dove i residenti hanno condiviso quanto successo. Poi l’azienda ha confermato tutto: al momento dell’incidente, la vettura viaggiava in modalità di guida autonoma, anche se a bordo era presente un cosiddetto safety driver, cioè un conducente pronto a intervenire in caso di emergenza. Che però, evidentemente, non è intervenuto in tempo. Qualcuno tra i testimoni ha raccontato che il veicolo non ha rallentato né esitato minimamente, ha semplicemente travolto tutto.
Dal canto suo, Avride ha fatto sapere che non sono previste interruzioni del servizio, ma che il sistema è stato riprogrammato per evitare alcune strade, soprattutto quelle vicine al lago. L’azienda sta valutando anche interventi sul software, anche se prima vuole condurre simulazioni specifiche per verificare che eventuali patch funzionino in ogni scenario possibile. Una cautela comprensibile dal punto di vista tecnico, ma che non basta a calmare gli animi dei residenti.
Perché ogni incidente che coinvolge una self-driving car pesa il doppio
Questo episodio si inserisce in una serie di incidenti che hanno coinvolto veicoli a guida autonoma negli ultimi tempi. Pochi mesi fa, un veicolo Waymo ha investito un gatto di nome Kit Kat a San Francisco, un caso che ha scatenato polemiche accese. E sempre a proposito di Waymo, un’altra auto della stessa azienda ha urtato un bambino vicino a una scuola a Santa Monica. Per fortuna senza conseguenze gravi, ma la cosa ha generato una preoccupazione enorme.
Il punto è che la sicurezza resta il nodo centrale di tutta la questione legata alle self-driving car. Quando un essere umano commette un errore al volante, la cosa viene percepita come parte della normalità. Succede da sempre, purtroppo. Ma dalla guida autonoma le aspettative sono completamente diverse. Le persone si aspettano l’infallibilità, o qualcosa che ci si avvicini molto. Nessuno è disposto a tollerare sviste da parte di una macchina che, in teoria, dovrebbe essere più affidabile di un guidatore in carne e ossa.
Ed è proprio per questo che ogni singolo incidente che coinvolge una self-driving car finisce per avere un peso enorme sulla reputazione dell’intero settore. Non importa se statisticamente i veicoli autonomi causano meno incidenti degli esseri umani. Nel momento in cui qualcosa va storto, la reazione pubblica è sempre sproporzionata rispetto a quanto accadrebbe con un guidatore tradizionale. È un doppio standard, certo, ma è anche comprensibile: se si promette una tecnologia superiore, ogni fallimento viene vissuto come un tradimento di quella promessa.
Nel caso specifico di Austin, Avride dovrà fare i conti non solo con le modifiche tecniche al proprio sistema, ma anche con una comunità locale che adesso guarda quei veicoli con diffidenza ancora maggiore.
