Interstellar è uno di quei film che ha segnato un’epoca, e non solo per gli effetti visivi o la colonna sonora di Hans Zimmer. Ma quello che molti non sanno, o forse hanno dimenticato, è che dietro al progetto iniziale non c’era Christopher Nolan. C’era Steven Spielberg. Proprio così: il regista di Schindler’s List e E.T. ha lavorato allo sviluppo di Interstellar per circa un anno, prima che il film prendesse una direzione completamente diversa e finisse nelle mani di Nolan.
Spielberg era originariamente collegato alla regia di Interstellar. Eppure, per ragioni legate alle dinamiche produttive e ai cambiamenti che spesso avvengono a Hollywood, il testimone è passato a Nolan, che ha poi riscritto la sceneggiatura e trasformato il film in quello che tutti conosciamo oggi.
Un film migliore nelle mani di Nolan: le parole di Spielberg
La cosa più sorprendente di tutta questa vicenda non è tanto il passaggio di consegne, quanto l’onestà brutale con cui Spielberg ha commentato la cosa. Il regista ha dichiarato senza mezzi termini che Interstellar è diventato un “film molto migliore” nelle mani di Christopher Nolan. Non è una frase di circostanza, né una gentilezza tra colleghi. Spielberg lo dice con la consapevolezza di chi conosce il proprio lavoro e riconosce quando qualcun altro riesce a portare un progetto a un livello superiore.
Questo tipo di ammissione, nel mondo del cinema, è piuttosto raro. I registi tendono a proteggere i propri progetti con una certa gelosia, ed è comprensibile. Ma Spielberg ha sempre avuto quella capacità rara di guardare le cose con distacco, riconoscendo il talento altrui senza che questo sminuisca il proprio. Interstellar, nelle sue mani, sarebbe stato probabilmente un gran film comunque. Però lo stesso Spielberg ammette che la visione di Nolan ha reso la pellicola qualcosa di diverso, di più potente.
Due visioni, un solo capolavoro fantascientifico
Vale la pena riflettere su cosa sarebbe stato Interstellar con la regia di Spielberg. Il suo approccio, storicamente più emotivo e legato ai rapporti familiari in modo diretto, avrebbe probabilmente dato al film un tono differente. Nolan, dal canto suo, ha costruito un’opera che bilancia la componente scientifica con quella umana in un modo molto personale, quasi cerebrale, pur mantenendo un cuore pulsante al centro della storia.
Il fatto che Spielberg abbia sviluppato il progetto per un anno intero dimostra quanto fosse investito nell’idea. Non si trattava di un coinvolgimento superficiale o di una semplice opzione sulla carta. C’era un lavoro concreto, una direzione creativa che stava prendendo forma. Quando quel lavoro è passato a Nolan, tutto è cambiato: la sceneggiatura, il tono, probabilmente anche l’ambizione complessiva del progetto.
