La tecnologia True RGB di Sony è probabilmente la novità più interessante emersa dal CES 2026 in ambito televisori. Il colosso giapponese ha deciso di puntare forte su una soluzione che, almeno sulla carta, potrebbe cambiare parecchio le regole del gioco nel segmento dei TV Mini LED. E no, non si tratta di un semplice aggiornamento cosmetico: qui si parla di un ripensamento profondo del modo in cui viene gestita la retroilluminazione.
Partiamo da cosa rende questa tecnologia diversa da quello che già conosciamo. I televisori Mini LED tradizionali funzionano con LED blu accoppiati a uno strato di Quantum Dot, che si occupa di convertire quella luce nei colori necessari. Il sistema True RGB di Sony fa qualcosa di radicalmente diverso: utilizza retroilluminazioni separate per il rosso, il verde e il blu. Tre canali distinti, ognuno dedicato a un colore primario. Questa configurazione, abbinata a uno strato LCD, consente di raggiungere una purezza cromatica che Sony stessa definisce come la più elevata mai ottenuta nella storia dei propri prodotti destinati all’intrattenimento domestico. Non è poco, considerando il curriculum di un’azienda che da decenni lavora sulla qualità dell’immagine.
Più luminosità senza compromessi sulla fedeltà dei colori
Il punto centrale di True RGB non è solo far vedere colori più vividi. L’obiettivo dichiarato è offrire una luminosità elevatissima senza dover sacrificare nulla in termini di fedeltà tonale. Chi segue il mondo dei televisori sa bene che questo è sempre stato uno dei compromessi più difficili da gestire: spingere la luminosità spesso significa perdere accuratezza cromatica, e viceversa. Sony sembra convinta di aver trovato un equilibrio nuovo, grazie proprio alla separazione fisica dei tre canali colore nella retroilluminazione.
Va detto che il concetto alla base non nasce dal nulla. La tecnologia Micro RGB era già stata accennata da altri grandi produttori del settore, ma Sony punta a portarla a un livello successivo sfruttando tutta l’esperienza accumulata negli anni nel campo dell’imaging e del processing video. Il volume colore raggiunto dai nuovi TV Bravia equipaggiati con True RGB dovrebbe rappresentare, secondo quanto comunicato dall’azienda, il più ampio mai realizzato per un prodotto consumer Sony.
Non solo hardware: il ruolo del processore
C’è però un aspetto che potrebbe fare davvero la differenza rispetto alla concorrenza, e non riguarda i pannelli o i LED. Sony ha lasciato intendere che il vero vantaggio competitivo risiede nel processore che gestisce tutto il sistema. Avere tre retroilluminazioni separate significa anche dover coordinare in tempo reale una quantità di dati molto più complessa rispetto a un sistema tradizionale. Ed è proprio qui che entra in gioco il “cervello” dei nuovi televisori, capace di orchestrare hardware e software per ottenere il massimo da questa architettura. L’hardware da solo, per quanto avanzato, non basta: serve un’elaborazione intelligente che sappia sfruttare ogni vantaggio offerto dalla configurazione True RGB.

