Una mano mummificata di colore verde che stringe una moneta di rame. Sembra la scena di un film dell’orrore, e invece è quello che è stato ritrovato in un cimitero abbandonato da 150 anni in Ungheria, un luogo dimenticato nel tempo che ha restituito uno dei reperti più singolari degli ultimi decenni. La scoperta è avvenuta a Nyárlőrinc, durante una campagna di scavo condotta nel 2005, quando un gruppo di studiosi si è trovato davanti a qualcosa di davvero inaspettato: la minuscola mano di un neonato, in uno stato di conservazione sorprendente, che stringeva ancora una moneta di rame tra le dita.
Il dettaglio più impressionante, quello che ha immediatamente catturato l’attenzione degli esperti, era il colore della pelle. Non il tipico aspetto scuro o rinsecchito che ci si potrebbe aspettare da resti antichi, ma una tonalità decisamente verdastra. Un elemento visivo tanto insolito quanto significativo dal punto di vista scientifico.
Mano verde, un raro caso di mummificazione causata dal rame
Quel colore verde non è casuale, e nemmeno misterioso come potrebbe sembrare a prima vista. Secondo gli studiosi, si tratta di un raro caso di mummificazione causata dal rame. La moneta stretta nella mano del neonato, con il passare dei decenni, ha rilasciato composti di rame che hanno interagito con i tessuti circostanti. Questo processo ha rallentato la decomposizione in modo tale da preservare la mano in uno stato che, a distanza di circa un secolo e mezzo, risultava ancora riconoscibile e strutturalmente integra.
Il rame, in pratica, ha agito come una sorta di agente conservante naturale. Le sue proprietà antimicrobiche hanno impedito ai batteri di degradare completamente i tessuti, e allo stesso tempo hanno conferito alla pelle quella caratteristica colorazione verde, simile a quella che si osserva sulla superficie degli oggetti in rame esposti all’aria o all’umidità per lunghi periodi. Un fenomeno noto, ma che raramente si manifesta su resti umani in modo così evidente e ben documentato.
La piccola mano mummificata, trovata in quel cimitero abbandonato, rappresenta dunque un caso di studio piuttosto raro. Non si tratta di mummificazione intenzionale, come quella praticata nell’antico Egitto, ma di un evento del tutto accidentale, legato alla presenza di un oggetto metallico a diretto contatto con il corpo. Il fatto che si trattasse della mano di un neonato, con tessuti particolarmente sottili e delicati, potrebbe aver favorito ulteriormente il processo di conservazione indotto dal rame.
Interrogativi e ipotesi sulla moneta nella mano del neonato
Resta da capire perché quella moneta fosse stata posta nella mano del bambino. In diverse culture europee, soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo, era usanza collocare una moneta insieme al defunto come parte del rituale funerario. Una tradizione che affonda le radici in credenze molto antiche, legate al passaggio nell’aldilà. Che anche nel caso del cimitero di Nyárlőrinc si trattasse di un gesto rituale è un’ipotesi più che plausibile, anche se le informazioni disponibili non permettono di stabilirlo con certezza assoluta.
Quello che è certo è che la combinazione tra la moneta di rame e le condizioni di sepoltura ha dato vita a un fenomeno di conservazione che ha attraversato oltre un secolo senza che nessuno ne fosse consapevole, fino al momento dello scavo. La mano verde con la moneta è diventata così uno di quei ritrovamenti archeologici che colpiscono tanto per il loro impatto visivo quanto per le domande scientifiche che sollevano.
