La missione Artemis II non è solo un traguardo scientifico e tecnologico straordinario. È anche, a tutti gli effetti, un fenomeno di cultura pop. Tra film, sitcom, peluche, musica e persino un barattolo di crema spalmabile alla nocciola, il viaggio dell’equipaggio della nave Orion verso la Luna si è trasformato in una narrazione collettiva fatta di riferimenti che chiunque può riconoscere. Del resto, decenni di immaginario fantascientifico hanno preparato il terreno, e adesso che la realtà sembra finalmente imitare la finzione, era inevitabile che le due cose si mescolassero.
Uno degli episodi più emblematici riguarda Project Hail Mary, il grande successo cinematografico di fantascienza con Ryan Gosling protagonista nei panni di un improbabile astronauta. L’equipaggio composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen ha avuto la possibilità di vedere il film durante la quarantena prima del lancio. “Siamo stati davvero fortunati”, ha raccontato Hansen. “È stato un trattamento speciale, ci hanno mandato un link per poterlo vedere a casa con le nostre famiglie e prepararci alla nostra stessa avventura spaziale”. Lo stesso Gosling ha poi inviato un messaggio di auguri ai veri astronauti.
Ma i riferimenti non si fermano qui. A un certo punto l’equipaggio della Orion ha ricreato la celebre sigla di apertura di Full House (conosciuta in Italia come Gli amici di papà), quella in cui i protagonisti svolgono attività quotidiane per poi bloccarsi e sorridere in camera. La versione spaziale è stata ribattezzata Full Capsule e ha coinvolto anche Rise, il peluche indicatore di gravità zero disegnato da un bambino di 8 anni e scelto come mascotte della missione.
Da Sailor Moon alla Nutella: i momenti virali della missione
A proposito di peluche, un altro pupazzetto ha catturato l’attenzione dei tantissimi fan incollati alle dirette della Nasa. Si tratta di un gatto bianco con grandi occhioni e una mezzaluna gialla sulla fronte: Artemis, il felino che accompagna le guerriere di Sailor Moon. Il nome deriva da Artemide, la dea greca della caccia e della Luna, esattamente come quello della missione stessa. Per via di questa omonimia il peluche non poteva che essere coinvolto, anche se è rimasto a terra: lo si è intravisto in alcuni video provenienti dal centro di controllo.
Chi invece nello spazio ci è arrivato davvero è un bel barattolo di Nutella. Durante uno dei seguitissimi livestream dall’orbita, si è visto galleggiare nel bel mezzo della Orion un inconfondibile contenitore di crema spalmabile alla nocciola. Il momento è diventato immediatamente virale, tanto che il profilo social di Nutella negli Stati Uniti si è affrettato a dichiararsi “onorato di aver viaggiato più in là nello spazio di qualsiasi altra crema spalmabile”. La Nasa però è dovuta intervenire per fugare ogni sospetto di product placement, specificando che “non seleziona i pasti o il cibo dell’equipaggio in base a partnership con i brand”. L’episodio ha comunque acceso la curiosità su cosa mangino gli astronauti in orbita: a quanto pare un menu piuttosto variegato, fatto di manzo al barbecue, mac & cheese, tortilla e broccoli gratinati.
Musica, meme e Pink Floyd: Artemis II sui social
La musica ovviamente non poteva mancare. Gli astronauti sono stati svegliati a un certo punto con Pink Pony Club, la hit del 2023 di Chappell Roan, interrotta però dopo appena un minuto. Il comandante Wiseman ha commentato scherzando: “Non vedevamo l’ora di arrivare al ritornello!”. Sui social poi impazzano i riferimenti a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, dato che tra gli obiettivi della missione c’era anche l’osservazione della faccia nascosta della Luna. Accanto ai video emozionali circolano quelli ironici, in cui ad esempio si scherza sul fatto che “finalmente gli esseri umani lasciano la Terra”. Senza contare le immancabili teorie del complotto, con chi è convinto che anche Artemis II, come il primo allunaggio, sia un falso.
