Il lancio di GTA 6 è fissato al prossimo 19 novembre, ma i mesi che separano da quella data non hanno fatto altro che alimentare voci, indiscrezioni e teorie sui motivi per cui lo sviluppo si è protratto così a lungo. Ora, però, emerge una spiegazione che ha un peso diverso rispetto alle solite speculazioni: a fornirla è Rob Carr, ex ingegnere del suono di Rockstar, intervenuto durante il podcast Kiwi Talkz.
Va detto subito che Carr non ha lavorato direttamente a GTA 6. Questo lo chiarisce lui stesso. Tuttavia, parliamo di una persona che conosce molto bene le dinamiche interne dell’azienda, i tempi, le abitudini, il modo in cui Rockstar affronta i propri progetti. È una voce che arriva dall’interno del mondo di sviluppo, non da qualche forum anonimo. E quello che racconta merita attenzione.
Il vero motivo secondo Carr: il motore grafico riscritto da zero
Il punto centrale della questione, secondo Carr, è qualcosa che praticamente nessuno aveva preso in considerazione nei rumor precedenti. Per capire perché GTA 6 abbia attraversato un ciclo di sviluppo così lungo (basta ricordare che GTA 5 è uscito originariamente nel 2013), bisogna guardare al cuore tecnologico del gioco: il motore grafico proprietario di Rockstar.
Si tratta del RAGE, acronimo di Rockstar Advanced Game Engine. È un motore sviluppato interamente all’interno dell’azienda, il che garantisce al team un livello di controllo totale che non sarebbe possibile ottenere affidandosi a soluzioni esterne, come ad esempio Unreal Engine. Ecco, secondo Carr, Rockstar avrebbe dovuto sostanzialmente riscrivere da zero questo motore per adattarlo alle esigenze del nuovo capitolo.
Un’operazione del genere non è banale. Anzi, è qualcosa di enormemente complesso e dispendioso in termini di tempo. Carr si dichiara praticamente certo che le tempistiche di sviluppo possano essere spiegate solo da un intervento di questa portata. Pur ammettendo di non avere informazioni dirette su GTA 6, la sua conoscenza del funzionamento interno di Rockstar lo porta a questa conclusione.
Una spiegazione che cambia la prospettiva sui continui rinvii
Se questa ricostruzione fosse corretta, significherebbe che i continui rinvii di GTA 6 non sarebbero legati a problemi di gestione del progetto o a cambi di direzione creativa, ma a una necessità tecnica fondamentale. Riscrivere un motore proprietario da zero vuol dire ripartire dalle fondamenta: fisica, rendering, audio, intelligenza artificiale, gestione del mondo aperto. Tutto deve essere ricostruito, testato, ottimizzato. E quando si parla di un titolo con le ambizioni di GTA 6, ogni singolo elemento deve funzionare a un livello che non ammette compromessi.
Questa prospettiva rende anche più comprensibile il silenzio prolungato di Rockstar negli anni precedenti all’annuncio ufficiale. Non si trattava semplicemente di sviluppare un gioco, ma di costruire prima lo strumento con cui quel gioco sarebbe stato realizzato. Due lavori titanici, di fatto, portati avanti in parallelo.
