Chi ascolta podcast lo sa bene: trovare quelli giusti è spesso più faticoso che ascoltarli. Si finisce a scrollare per minuti, leggere descrizioni vaghe, provare episodi a caso. Ecco perché la novità di Spotify fa un certo effetto. La funzione Prompted Playlist, che fino a poco tempo fa funzionava solo con la musica, adesso supporta anche i podcast. Basta scrivere un prompt testuale e l’app genera una playlist di podcast su misura, sfruttando l’intelligenza artificiale.
Il meccanismo è lo stesso già visto a inizio anno con i brani musicali. Si apre l’app di Spotify, si tocca il pulsante Crea, poi Prompted Playlist, e si digita quello che si ha in mente. Qualcosa tipo “i migliori podcast sul true crime” oppure “aggiornamenti settimanali sulla tecnologia”. L’IA fa il resto, mettendo insieme una selezione di episodi coerente con la richiesta. Spotify stessa ha suggerito alcuni utilizzi interessanti, come costruirsi una playlist di true crime, restare aggiornati sulle ultime notizie tech o seguire il mondo della cultura pop.
L’aggiornamento è in distribuzione per gli utenti Premium in Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Svezia. Per ora, quindi, niente Italia nella lista dei Paesi supportati al lancio.
Il vero punto di forza: playlist che si aggiornano ogni giorno
La parte davvero interessante, quella che rende Prompted Playlist qualcosa di più di un semplice motore di ricerca potenziato, è la possibilità di impostare un aggiornamento automatico. La playlist di podcast può rigenerarsi ogni giorno oppure ogni settimana, a seconda delle preferenze personali. Questo significa potersi creare una sorta di rassegna stampa audio personalizzata, pronta da ascoltare mentre si va al lavoro, si porta fuori il cane o si lavano i piatti. Una comodità non da poco per chi vuole restare informato senza perdere tempo a cercare nuovi episodi manualmente.
I limiti dell’IA: attenzione a fidarsi troppo
Come succede con qualsiasi strumento basato sull’IA, non tutto fila sempre liscio. L’intelligenza artificiale può fare scelte bizzarre, inserendo nella playlist episodi che non c’entrano nulla con il prompt iniziale. È il classico problema: l’IA è potente ma non infallibile, e ogni tanto combina pasticci che nessun essere umano farebbe.
Questo aspetto diventa particolarmente delicato quando si pensa a usi sensibili. Creare una playlist di podcast con storie della buonanotte per bambini sembra un’idea carina, ma è perfettamente coerente con quello che sappiamo delle capacità (e dei limiti) dell’IA il fatto che potrebbe infilare per sbaglio qualche episodio di cronaca nera o storie dell’orrore nella selezione. Insomma, meglio non affidarsi ciecamente al risultato, soprattutto quando i contenuti andrebbero moderati con attenzione.
Spotify ha comunque messo a disposizione degli utenti Premium uno strumento decisamente utile, che potrebbe cambiare il modo in cui molte persone scoprono nuovi podcast. La funzione Prompted Playlist per i podcast è già disponibile nei Paesi supportati tramite l’ultima versione dell’app.



