HyperOS 3.1 ha ufficialmente iniziato il suo percorso verso l’Europa, e non si tratta di un semplice aggiornamento di facciata. Xiaomi ha scelto proprio il vecchio continente come primo territorio fuori dalla Cina per distribuire la nuova versione del suo sistema operativo basato su Android 16, dopo il consueto periodo di test limitato al mercato asiatico. Una mossa che segna un punto di maturità importante per l’ecosistema software del colosso cinese, arrivata a poche settimane dal definitivo addio alla storica interfaccia MIUI.
Il rilascio europeo di HyperOS 3.1 sta avvenendo in modo graduale. Per ora la distribuzione è limitata a un gruppo ristretto di dispositivi di fascia alta e tablet appartenenti ai vari marchi del gruppo Xiaomi. L’idea è chiara: monitorare le prestazioni del sistema sul mercato internazionale prima di estendere la disponibilità a un catalogo più ampio nelle prossime settimane.
Cosa cambia davvero con HyperOS 3.1
Il salto di numerazione è piccolo, ma sotto il cofano c’è parecchio lavoro. Il cambiamento tecnico più significativo riguarda la riscrittura di diverse app native di Xiaomi nel linguaggio di programmazione Rust. Questa scelta architetturale punta a ridurre i problemi legati alle perdite di memoria e ai chiusure improvvise delle applicazioni, migliorando la fluidità complessiva e l’efficienza del sistema operativo nel lungo periodo.
Sul fronte dell’interfaccia, le novità sono più contenute. La funzione HyperIsland viene estesa per la prima volta anche ai tablet Xiaomi e porta con sé animazioni più fluide anche sui telefoni. Poi c’è una modifica al menu delle applicazioni recenti, che adesso presenta un design a schede sovrapposte piuttosto familiare: ricorda molto la gestione del multitasking che si trova su iOS.
E a proposito di Apple, proprio l’ecosistema della mela morsicata è uno dei punti chiave di questo aggiornamento. HyperOS 3.1 fa un passo avanti importante nella interoperabilità includendo il supporto nativo per gli AirPods. Chi installa la ROM europea può sfruttare funzioni integrate come l’accoppiamento rapido, la regolazione della cancellazione del rumore direttamente dal centro di controllo e persino l’audio spaziale, il tutto senza bisogno di scaricare applicazioni di terze parti.
Quali dispositivi ricevono l’aggiornamento e cosa succede dopo
Per questa prima ondata, Xiaomi ha rilasciato la versione pubblica stabile per quattro dispositivi. Chi possiede uno di questi modelli può già cercare l’aggiornamento manualmente dalle impostazioni:
Xiaomi 17, Xiaomi 17 Ultra, Redmi Pad Pro e POCO Pad.
Dopo questa prima fase, il meccanismo degli aggiornamenti cambierà un po’. Vale la pena ricordare che Xiaomi ha presentato un nuovo sistema di aggiornamenti modulari chiamato Super OTA, che consente di applicare patch e miglioramenti senza dover riavviare il telefono e senza download particolarmente pesanti. Nelle prossime settimane il produttore cinese dovrebbe annunciare la seconda fase del rilascio, che includerebbe modelli come Xiaomi 14 e Xiaomi 15.
C’è però anche un risvolto meno piacevole. I telefoni più datati non faranno parte di questa transizione. Xiaomi ha confermato di recente che dispositivi come la famiglia Xiaomi 12 e diversi modelli POCO hanno raggiunto la fine del supporto ufficiale (EOS), restando quindi ancorati a HyperOS 3.
