La Food and Drug Administration ha dato il via libera a Foundayo, una nuova pillola contro l’obesità che potrebbe cambiare parecchio le carte in tavola nel panorama dei farmaci dimagranti. L’approvazione è arrivata il primo aprile 2025 e il farmaco, prodotto da Eli Lilly (la stessa azienda dietro la popolare iniezione Zepbound), va assunto una volta al giorno per via orale. Foundayo appartiene alla classe dei Glp-1, quella famiglia di medicinali che comprende anche nomi ormai noti come Ozempic e Wegovy. Il meccanismo è lo stesso: questi farmaci imitano un ormone che il corpo produce naturalmente, capace di regolare la glicemia, rallentare la digestione e comunicare al cervello il senso di sazietà.
Foundayo è la seconda pillola Glp-1 per la perdita di peso ad arrivare sul mercato americano. Prima di questa, a dicembre, Novo Nordisk aveva ottenuto l’approvazione per una versione in compresse di Wegovy, che nella formulazione originale si somministra tramite iniezione settimanale. C’è però una differenza pratica importante: mentre la pillola di Wegovy va presa al mattino a stomaco vuoto, Eli Lilly specifica che Foundayo può essere assunta in qualsiasi momento della giornata, senza vincoli legati a cibo o acqua. Un dettaglio che sembra piccolo, ma nella vita quotidiana di un paziente può fare una differenza enorme.
Perché le pillole dimagranti stanno diventando così importanti
Le case farmaceutiche stanno spingendo forte sullo sviluppo di compresse perché la domanda di farmaci Glp-1 iniettabili è stata talmente alta da superare la capacità produttiva. Tra la fine del 2022 e l’inizio del 2025, reperire questi medicinali era diventato complicato. Le pillole, oltre a essere potenzialmente preferite da molti pazienti, sono anche più facili da produrre rispetto alle soluzioni iniettabili, il che potrebbe garantire una disponibilità più costante.
Ken Custer, vicepresidente esecutivo di Eli Lilly, ha spiegato che uno dei principali ostacoli all’adozione di questi farmaci è stato il fatto che alcune persone semplicemente non vogliono sottoporsi a un’iniezione. Non è solo una questione di paura dell’ago: per molti, ricevere un’iniezione equivale a percepire la propria condizione come più grave di quanto ritengano. Una pillola dimagrante può rappresentare un punto di partenza psicologicamente più semplice per chi vuole iniziare un percorso di gestione del peso.
I risultati degli studi clinici su Foundayo
Come tutti i Glp–1, anche Foundayo si inizia con un dosaggio basso che viene poi aumentato gradualmente, per ridurre al minimo gli effetti collaterali più comuni: nausea, vomito e diarrea. I partecipanti allo studio clinico a cui è stata somministrata la dose più alta di Foundayo per 18 mesi hanno perso in media il 12,4% del proprio peso corporeo, circa 12 chilogrammi. Chi ha ricevuto il placebo nello stesso periodo ha perso appena 0,9 chili, meno dell’1%. Per fare un confronto, la tirzepatide, il principio attivo delle forme iniettabili di Mounjaro e Zepbound, ha portato a riduzioni di peso superiori al 20%. Nel caso della pillola di Wegovy, la perdita media registrata è stata del 13,6% in 16 mesi. Al momento non esistono studi comparativi diretti tra Foundayo e la versione orale di Wegovy.
Eli Lilly ha anche studiato cosa succede quando si passa da un Glp-1 iniettabile a Foundayo: la pillola aiuta a mantenere gran parte della perdita di peso ottenuta. Chi è passato dalla versione iniettabile di Wegovy ha ripreso in media circa 0,9 chili, mentre chi proveniva da Zepbound ha ripreso circa 5 chili. L’orforglipron, il principio attivo di Foundayo, è attualmente oggetto di ricerche per valutarne l’efficacia anche nel trattamento del diabete di tipo 2, dell’apnea ostruttiva del sonno e del dolore alle ginocchia dovuto all’osteoartrosi.
Negli Stati Uniti Foundayo è già disponibile su LillyDirect, la piattaforma di vendita diretta di Eli Lilly, con spedizioni partite dal 6 aprile. A novembre 2025 il farmaco è stato incluso in un accordo per la distribuzione tramite TrumpRx, la piattaforma online per l’acquisto di farmaci a prezzi agevolati voluta dal presidente Donald Trump. La FDA ha dichiarato di aver esaminato la richiesta di approvazione in appena 50 giorni, nell’ambito di un programma pilota per accelerare i tempi, che normalmente vanno dai sei ai dieci mesi.
