Apple ha rimosso Bitchat dall’App Store cinese su richiesta diretta della Cyberspace Administration of China (CAC), l’autorità che regola il cyberspazio nel paese. La notizia è stata confermata dallo stesso Jack Dorsey, cofondatore di Twitter e attualmente CEO di Block, che ha pubblicato un post sulla piattaforma X il 5 aprile 2026. Una mossa che, a dire il vero, non sorprende più di tanto, vista la natura stessa dell’applicazione.
Bitchat è un’app di messaggistica anonima e decentralizzata, sviluppata proprio dal team di Dorsey. A differenza delle app di messaggistica tradizionali, che si appoggiano a server connessi a internet, Bitchat funziona tramite una rete mesh peer to peer basata su Bluetooth. Nessun server, nessun account, nessuna raccolta di dati personali. Un approccio radicalmente orientato alla privacy che, fin dal lancio avvenuto nell’estate del 2025, aveva fatto alzare qualche sopracciglio tra i regolatori di diversi paesi.
Dal suo rilascio, Bitchat ha guadagnato popolarità soprattutto in contesti difficili: paesi colpiti da blocchi di internet e restrizioni sui social media. In Uganda, Iran e Nepal i download sarebbero aumentati in modo significativo durante periodi di proteste e limitazioni governative sulle principali piattaforme di comunicazione. Un dettaglio che racconta molto sul tipo di utenza che l’app è riuscita ad attrarre.
Le motivazioni della rimozione dall’App Store cinese
Secondo quanto comunicato da Apple, la CAC ha contestato a Bitchat la violazione dell’articolo 3 delle “Disposizioni sulla valutazione di sicurezza dei servizi di informazione basati su internet con attributo di opinione pubblica o capaci di mobilitazione sociale”. Tradotto in parole più semplici: la legge cinese prevede che qualsiasi app in grado di influenzare l’opinione pubblica o di mobilitare gli utenti debba superare una valutazione di sicurezza prima di essere pubblicata o aggiornata sul mercato cinese.
E Bitchat, con la sua architettura completamente decentralizzata e priva di qualsiasi meccanismo di controllo centrale, rappresenta esattamente il tipo di strumento che le autorità cinesi considerano problematico. Non è un caso che proprio la Cina, dove il controllo sulla comunicazione digitale è tra i più rigidi al mondo, abbia deciso di agire.
Jack Dorsey, nel rendere pubblica la rimozione, non ha fornito dettagli su eventuali prossimi passi per riportare Bitchat sull’App Store in Cina. Non è chiaro se il team dell’app intenda adeguarsi alle normative locali, presentare una valutazione di sicurezza o se la questione verrà semplicemente lasciata così com’è.
