La chiusura di AnimePlay rappresenta uno dei colpi più significativi mai sferrati contro la pirateria nel settore degli anime. La piattaforma, che offriva illegalmente la visione di anime protetti da copyright, aveva accumulato una base di oltre 5 milioni di utenti registrati e ospitava più di 60 terabyte di contenuti tra serie TV e film. A portare a termine l’operazione è stata la Alliance for Creativity and Entertainment (ACE), una coalizione che riunisce più di 50 tra network televisivi e studi cinematografici di primo piano: nomi come Disney, Paramount, Sony Pictures, Warner Bros., Netflix e Universal Pictures.
AnimePlay non era un semplice sito di streaming tra tanti. Era un servizio specializzato interamente nel catalogo anime, con una comunità di utenti concentrata in modo particolare in Indonesia. Ed è proprio questa specializzazione a rendere la sua chiusura un passaggio diverso rispetto alle operazioni precedenti. Se nel novembre 2025 era già stata smantellata Photocall, piattaforma pirata che contava oltre 26 milioni di utenti attivi annui, con AnimePlay la coalizione ACE ha puntato per la prima volta in modo deciso su un servizio dedicato esclusivamente al mondo dell’animazione giapponese.
Non solo il sito: smantellata tutta l’infrastruttura di AnimePlay
Quello che colpisce davvero di questa operazione è la portata dello smantellamento. Non si è trattato soltanto di oscurare un sito o bloccare un dominio. ACE ha ottenuto il controllo completo dell’applicazione e di tutta l’infrastruttura che la sosteneva. Nel dettaglio, sono stati acquisiti 15 domini associati alla piattaforma, il codice sorgente, l’ambiente di hosting e tutti gli asset digitali collegati. Ogni cosa è stata portata offline.
La nota ufficiale diffusa da ACE non lascia spazio a interpretazioni: l’obiettivo era impedire qualsiasi possibilità di ricostruzione o rilancio del servizio. E a quanto pare, la cosa ha funzionato. Lo sviluppatore e amministratore di AnimePlay ha ceduto volontariamente l’intero ecosistema backend della piattaforma. Server, database, strumenti pubblicitari e ben 29 repository GitHub contenenti il codice completo del servizio sono passati nelle mani della coalizione.
Una resa totale, insomma, che rende praticamente impossibile rimettere in piedi AnimePlay sotto qualsiasi forma. È il tipo di operazione chirurgica che va ben oltre il semplice sequestro di un dominio, perché elimina alla radice la possibilità tecnica di far rivivere il progetto.
La pirateria in calo anche in Italia
L’operazione contro AnimePlay si inserisce in un contesto più ampio. La coalizione ACE porta avanti da tempo una serie di interventi coordinati a livello globale contro le reti di streaming illegale su larga scala, e i risultati sembrano cominciare a farsi sentire anche nei numeri. Secondo i dati diffusi nei mesi scorsi, la pirateria sarebbe in calo in Italia, segno che le azioni di contrasto stanno producendo effetti concreti anche nel nostro paese.
