Il progetto IT-Wallet continua a crescere a ritmi impressionanti e si prepara a un salto di scala che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui gli italiani gestiscono i propri documenti. L’obiettivo dichiarato è ambiziosissimo: portare sull’app IO oltre 200 tipi di documenti in formato digitale, trasformando lo smartphone nel sostituto definitivo del portafogli tradizionale.
I numeri, del resto, parlano già da soli. A febbraio 2025 erano stati attivati oltre 17 milioni di documenti digitali, con più di 10 milioni di italiani che hanno scelto di affidarsi a IT-Wallet per avere sempre con sé almeno uno dei documenti attualmente supportati: la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità. Tutti consultabili e utilizzabili direttamente dallo smartphone attraverso l’app IO.
Dai certificati ISEE ai badge dei dipendenti pubblici: cosa arriverà su IT-Wallet
Ma la fase attuale è solo l’inizio. Quando IT-Wallet sarà a pieno regime, il ventaglio di documenti supportati si allargherà in modo massiccio. Si parla di certificazioni ISEE, tessere elettorali, titoli di studio, certificati di residenza, patenti speciali, certificati di frequenza scolastica, iscrizioni alle liste elettorali e persino badge dei dipendenti pubblici. Praticamente tutto quello che oggi richiede carta, fotocopie e file agli sportelli potrebbe finire dentro un’unica applicazione.
C’è una distinzione importante da fare: se lo SPID è pensato per un utilizzo nel mondo digitale, IT-Wallet nasce invece come strumento da usare nel mondo fisico. L’idea è consentire ai cittadini di accedere ai servizi di cui hanno bisogno nella vita quotidiana, senza dover portare con sé pile di documenti cartacei.
L’Istituto poligrafico e zecca dello Stato al lavoro sull’infrastruttura
A gestire la costruzione di questo ecosistema è stato chiamato l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che ha il compito di trasferire i documenti tradizionali nello smartphone attraverso IT-Wallet. Il servizio è destinato a diventare la più grande banca dati digitale dedicata alle informazioni dei cittadini italiani, e l’Istituto ne è pienamente consapevole.
Per reggere un progetto di queste dimensioni, è già in programma un potenziamento significativo dell’infrastruttura tecnologica. A Roma sorgerà un nuovo data center, il quarto, con livelli di sicurezza sempre più elevati. Non si tratta solo di hardware: l’amministratore delegato dell’Istituto poligrafico, Michele Sciscioli, ha spiegato che è in corso una vera e propria trasformazione interna. Per supportarla al meglio, l’ente sta procedendo all’assunzione di giovani con competenze specifiche in ambito digitale.
