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Steam Deck 2, Valve aspetta un chip che ancora non esiste

Steam Deck 2 non arriverà finché non esisterà un processore capace di garantire un vero salto generazionale senza sacrificare l'autonomia della batteria.

scritto da Denis Dosi 05/04/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
Steam Deck 2, Valve aspetta un chip che ancora non esiste
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La questione attorno a Steam Deck 2 si fa sempre più interessante, e la risposta di Valve a chi chiede quando arriverà il successore della celebre console portatile è tanto onesta quanto frustrante. Il chip necessario per realizzarlo, semplicemente, non esiste ancora. Alla fine dello scorso anno, Valve ha presentato la nuova tripletta hardware composta da Steam Machine, il visore Steam Frame e il nuovo Steam Controller. Tanti appassionati speravano nell’annuncio di Steam Deck 2, ma niente da fare. In un’intervista successiva, Pierre-Loup Griffais, ingegnere software di Valve, ha spiegato il motivo: l’azienda non ha alcun interesse in un miglioramento incrementale del 20 o 30%. Vuole un salto generazionale vero e proprio.

La filosofia è chiara. Valve tratta Steam Deck come una console, sulla falsariga di PS5 o Xbox. Nessun seguito verrà lanciato finché il silicio disponibile non permetterà un balzo significativo in termini di potenza, senza sacrificare quella finestra di autonomia tra le 2 e le 6 ore che gli utenti attuali si aspettano. E al momento, quel tipo di processore semplicemente non è disponibile sul mercato.

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Perché Valve non si accontenta dei chip già disponibili

La concorrenza nel settore degli handheld da gaming non manca, e processori come l’AMD Ryzen Z2 Extreme stanno arrivando su diversi dispositivi rivali. Il problema è che questi chip raggiungono le prestazioni migliori a TDP elevati, attorno ai 25 o 30W. La finestra energetica ideale per Steam Deck va invece dai 3W ai 15W: un mondo completamente diverso. Offrire più potenza a costo di distruggere la batteria non rientra nei piani di Valve.

C’è poi la questione dell’hardware fisso come punto di forza. Sviluppatori di titoli come Elden Ring o Cyberpunk 2077 possono ottimizzare i loro giochi per un unico set di specifiche, un po’ come succede con le console. Se Valve rilasciasse un modello leggermente aggiornato ogni anno, si rischierebbe di frammentare l’ecosistema e rendere confuso il sistema di badge “Steam Deck Verified”. L’obiettivo è che Steam Deck 2, una volta uscito, diventi la nuova base di riferimento per i prossimi quattro o cinque anni, seguendo la logica del ciclo vitale di una console. Valve ha anche sottolineato che non sarebbe corretto verso i clienti proporre una versione solo marginalmente migliore ogni 12 mesi.

Le tre tecnologie che devono convergere

Per rendere possibile Steam Deck 2, servono progressi su tre fronti specifici. Il primo riguarda il processo produttivo. L’attuale Steam Deck OLED utilizza un chip a 6nm. Il passaggio al nodo a 3nm di TSMC, o addirittura al futuro 2nm, non significa solo più transistor: significa una curva energetica radicalmente diversa. A parità di consumo a 15W, un chip a 3nm può offrire frequenze di clock nettamente superiori. Il punto, però, è che finché la produzione a 3nm non diventerà abbastanza economica per un dispositivo nella fascia tra i 370 e i 550 euro circa, il chip perfetto per Steam Deck 2 resta fuori portata dal punto di vista finanziario.

Il secondo fronte è l’architettura. Steam Deck attualmente monta un APU custom basato su Zen 2 e RDNA 2, mentre l’industria è già passata a Zen 4 e RDNA 3. Valve punta probabilmente a saltare una generazione intera. RDNA 5 potrebbe rappresentare una riprogettazione profonda dell’architettura grafica AMD, con supporto hardware nativo per ray tracing avanzato e upscaling tramite intelligenza artificiale, il tutto senza prosciugare la batteria. Sul versante CPU, Zen 6 dovrebbe puntare su una maggiore efficienza in termini di area, consentendo core più compatti.

Terzo punto critico: la memoria. In un APU, la RAM di sistema è condivisa con la GPU, e il collo di bottiglia nascosto di Steam Deck è spesso la larghezza di banda. Lo standard LPDDR6 promette velocità superiori a 10GB/s, fondamentali per il gaming a 1080p o ad alto refresh rate su un portatile. Ma la memoria ad alta velocità genera anche molto calore, quindi Valve probabilmente attende che LPDDR6 maturi abbastanza da offrire prestazioni elevate senza richiedere soluzioni di dissipazione dedicate solo per i moduli RAM.

Nel frattempo, Valve continua ad aggiornare SteamOS con driver migliorati e FSR (FidelityFX Super Resolution), facendo sentire l’hardware attuale ancora competitivo. Dove i rivali puntano sulla forza bruta di Windows, Valve sfrutta uno stack Linux leggero per far rendere 15W come se fossero 25W. Sulla base delle dichiarazioni dell’azienda e della roadmap AMD, Steam Deck 2 potrebbe arrivare tra la fine del 2026 e il 2027.

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Denis Dosi
Denis Dosi

Laureato in ingegneria informatica nel lontano 2013, da sempre appassionato di scrittura e tecnologia sono riuscito a convogliare in un'unica professione le mie due più grandi passioni grazie a TecnoAndroid.

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